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Primarie, Emiliano: 'Se vincero' niente larghe intese'

Dichiarazioni a lungo termine per il segretario regionale del Pd

Pubblicato in Primarie il 03/11/2014 da Redazione
"Spero di avere un risultato sufficientemente convincente alle primarie, per poter poi affrontare le secondarie, ovvero la sfida piu' importante, con maggiore probabilita' di vittoria. Posso sembrare presuntuoso, ma se dovessi vincere io le primarie e poi le elezioni, non ci sara' bisogno di larghe intese". Cosi' Michele Emiliano (Pd), candidato alla presidenza della Regione Puglia, intervistato a Radio Citta' Futura, ha ribadito la sua posizione riguardo la sfida delle primarie pugliesi che lo vedranno protagonista il prossimo 30 novembre: "Vengo spesso accusato di essere un candidato troppo "forte" nel consenso, ma credo che proprio la mia forza possa evitare pasticci e sia la garanzia migliore della tenuta dei confini precisi del centrosinistra". Emiliano ha poi ribadito la sua posizione di mediazione tra Renzi e il sindacato: "Sto vivendo con grande dolore questa contrapposizione tra governo e sindacato e ho l'impressione che si stia andando oltre i limiti di ciascuna delle due funzioni. Il sindacato non puo' parlare come un partito, la sua autonomia dalla politica e' una cosa sacra. Se Landini parla come un politico sbaglia e se, al contrario, Renzi rifiuta l'interlocuzione con il sindacato, sempre a patto che il sindacato rimanga nei suoi margini, commette a sua volta un errore". L'esempio piu' eclatante, secondo Emiliano, e' la battaglia, tutta ideologica, sull'articolo 18: "L'art. 18, a mio avviso, nella forma attuale non e' altro che un totem, per questo Renzi non avrebbe nessun bisogno di violentare una tradizione. Allo stesso tempo, la tutela del lavoro non puo' riguardare solo chi e' sindacalizzato e ha un posto fisso, ma si deve estendere a tutto quel mondo della precarieta' di cui la sinistra e il sindacato si sono disinteressati". (ASCA)

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