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'Ride', Renato Carpentieri al #Bifest2019 per presentare il film che parla di morte sul lavoro: 'Problema inaccettabile' VIDEO

L'attore campano interpreta il padre dell'operaio morto: 'Dolore sordo e vergogna si intrecciano nel personaggio'

Pubblicato in Bifest2019 il 01/05/2019 da Giuseppe Bellino

Dopo il premio “Vittorio Gassman” per il miglior attore protagonista ricevuto lo scorso anno, Renato Carpentieri torna al Bifest 2019 per presentare il film “Ride”, esordio alla regia di Valerio Mastrandrea.

L’opera racconta la storia di Mauro Secondari, un giovane operaio caduto nella fabbrica in cui, da quelle parti, hanno transitato almeno tre generazioni. da sette giorni Carolina (sua moglie, ndr) è rimasta sola, con un figlio di dieci anni, e con la sua fatica immensa a sprofondare nel dolore per la perdita dell’amore della sua vita.

Carpentieri interpreta il ruolo del padre dell’operaio, ex capo-operaio, uomo distrutto dal dolore perché non è riuscito a cambiare le sorti della vita del figlio.

“È un film che si inserisce in un filone che in Italia non è molto seguito – ha dichiarato Renato Carpentieri - quello della vita degli operai che per me rappresentano i costruttori della società. Si parla di gente normale, che lavora onestamente. Secondo me la morte sul lavoro è uno dei problemi più scandalosi di questa società. Io interpreto il padre dell’operaio caduto sul lavoro, nel mio personaggio si intrecciano una serie di sentimenti: il dolore sordo, la vergogna di non essere riuscito a impedire una tragedia simile”.

SINOSSI “RIDE”

Una domenica di maggio, a casa di Carolina si contano le ore. Il lunedì successivo bisognerà aderire pubblicamente alla commozione collettiva che ha travolto una piccola comunità sul mare, a pochi chilometri dalla capitale. Se n’è andato Mauro Secondari, un giovane operaio caduto nella fabbrica in cui, da quelle parti, hanno transitato almeno tre generazioni. E da quando è successo Carolina, la sua compagna, è rimasta sola, con un figlio di dieci anni, e con una fatica immensa a sprofondare nella disperazione per la perdita dell’amore della sua vita. Perché non riesce a piangere? Perché non impazzisce dal dolore?  Sono passati sette giorni ormai e per lei sembra non essere cambiato nulla. Nonostante gli sforzi, non riesce ad afferrare quello strazio giusto, sacrosanto e necessario a farla sentire una persona normale.

Manca un giorno solo al funerale e tutti si aspetteranno una giovane vedova devastata. Carolina non può e non deve deludere nessuno, soprattutto se stessa.  

 



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