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#Bifest2016, Toni Servillo incanta il Petruzzelli con una lectio magistralis e vince il premio 'Federico Fellini' (VIDEO)

Il protagonista del film vincitore dell’Oscar ‘La grande bellezza’ ha recitato un monologo contenente alcune sue riflessioni sul mestiere dell’attore e sull’importanza del teatro

Pubblicato in Bifest2016 il 05/04/2016 da Redazione

Un teatro Petruzzelli gremito in ogni ordine di posti ha accolto l’attore Toni Servillo. Il protagonista del film vincitore dell’Oscar ‘La grande bellezza’ ha tenuto una lectio magistalis contenente alcune sue riflessioni sul mestiere dell’attore e sull’importanza del teatro. Il monologo di Servillo è stato preceduto dalla proiezione di ‘Viva la libertà’ di Roberto Andò.

 

Servillo è partito da alcune considerazioni sull’importanza del teatro che “è poesia diretta”, citando frequentemente Louis Jouvet e Leo De Berardinis. Qualche cenno anche sulla sua attività cinematografica, citando uno ad uno tutti i registi con i quali ha lavorato a partire da Mario Martone fino a giungere a Paolo Sorrentino.

 

L’attore si è infine concentrato sull’amore che prova per la musica e il suo diretto rapporto con Napoli.

 

“Questo è un festival di cui mi avevano già parlato bene molti amici che lo hanno già frequentato – ha dichiarato Servillo prima di lasciare il palco – a partire da Paolo Sorrentino, e che ritengo sia una vera festa del cinema, a giudicare dalla quantità di pubblico presente”.

 

In serata Servillo ha ricevuto il premio ‘Federico Fellini Platinum award for cinematic exellence’. Ecco la motivazione: “Il lavoro di Toni Servillo si distingue per eleganza ed intelligenza, per la capacità di mettersi al servizio del film e della visione del regista, pur rimanendo autore di una recitazione in grado di portarlo in direzione di personaggi e identità diversissimi tra loro: dal Gorbaciof di Stefano Incerti al deputato in Bella addormentata di Marco Bellocchio, dall’inquietante padre di famiglia di E’stato il figlio di Daniele Ciprì al lacerato poliziotto de La ragazza del lago di Andrea Molaioli.

 

Figure, maschere, tipologie umane, uomini diversi accomunati da un unico sguardo intenso, profondo, indimenticabile: quello di Toni Servillo cui conferiamo, nel nome di Ettore Scola che fortemente lo volle, il Premio Federico Fellini”.