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#Bif&st2015 Premiato Reitz, antinazismo e neorealismo nei suoi film

Per lui 'ogni film mette nella condizione di salvare gli uomini e di renderli immortali'

Pubblicato in Bifest2015 il 26/03/2015 da Giuseppe Bellino e Francesca Valentini
"Negli anni Sessanta era necessaria una nuova cinematografia. La mia era la prima generazione cresciuta in un contesto democratico, una generazione che voleva prendere le distanze dal cinema nazista. Il nostro motto era: il cinema dei padri è morto". Protagonista della lezione di cinema al Petruzzelli nell'ambito del Bif&st di Bari è il regista Edgar Reitz che questa sera ricevere il premio Fipresci. Per lui "ogni film mette nella condizione di salvare gli uomini e di renderli immortali". La motivazione prosegue così: "Un regista che ha fatto della memoria e della ricerca un percorso esistenziale e di carriera dando vita, proprio con la saga senza precedenti di Heimat, ad una narrazione epica sulla Storia e il destino di una nazione e del suo popolo. Un racconto che – iniziato oltre trenta anni fa - ha toccato i 3500 minuti ovvero 58 ore in cui il cinema sublima il tempo in un viaggio tra le epoche, con la scoperta di personalità, passioni, emozioni e identità indimenticabili. E’ quindi un onore che un premio come quello dei 90 anni della Fipresci vada ad Edgar Reitz, un artista, un intellettuale, un cineasta che, come pochi, comprende il senso del tempo e l’importanza del suo racconto trasformandolo in grande cinema".

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