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Jean Jacques Annaud racconta al #Bif&st il suo meraviglioso gioco con il Cinema

Premiato con il Platinum Award della Fipesci

Pubblicato in Bifest2015 il 23/03/2015 da Redazione

“Utilizzando il sistema 3D il regista si trasforma in uno scultore, mostrando un viso che si avvicina all'occhio dello spettatore, come se fossimo noi stessi all'interno di un acquario, ma dobbiamo utilizzarlo non commercialmente, per colpire lo spettatore, ma a servizio della storia narrata. È un sistema di riprese molto efficace per le scene di intimità o per dare emozione ad un oggetto particolare. Molti registi oggi non amano il 3D, ma l'ho scelto, per esempio in ''L'ultimo lupo” per creare maggiore intimità con gli animali, per meglio coinvolgere lo spettatore in un sentimento di condivisione delle emozioni del lupo”. Così il regista francese Jean-Jacques Annaud, che ha ricevuto il Platinum Award dalla Fipresci, sollecitato da Michel Ciment. Annaud ha sottolineato il suo inalterato amore per la tecnologia e nuovi linguaggi visivi, umani e culturali che sono alla base de “L'ultimo lupo”, che è stato presentato in anteprima al Teatro Petruzzelli di Bari, nel corso della sesta edizione del Bif&st.

Una disponibilità di fronte a tutto ciò che può migliorare le nostre conoscenze tecnologiche e gli strumenti dei rapporti sociali, dalle emozioni al linguaggio, che continua a permeare e guidare la sua vita perché - ha precisato Annaud - “ogni adulto mantiene in sé un po' dell'infanzia ed è bello emozionarsi ancora, pur se avanti negli anni, per un regalo. Per questo il cinema continua a interessarmi, anche se tutti, più o meno, facciamo sempre gli stessi film: il cinema è un gioco meraviglioso”. 



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