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Renzi gela i No Tap ma rassicura sull'alta velocità

Plauso alla Puglia. Sulla crisi: 'L'Italia non è ripartita'

Pubblicato in 78° Fiera del Levante il 13/09/2014 da Gian Vito Cafaro
Poche parole ma ben chiare sul progetto Tap (quello che porterà il gas dall'Azerbaijan all'Italia) e che non avranno soddisfatto i salentini: "Noi affrontiamo le discussioni ma non è pensabile di bloccare le opere pubbliche. Chi dice no, non deve dire stop".
Matteo Renzi è categorico sul tema. Non indietreggia sugli impegni presi a livello internazionale anche se apre un filo diretto con i sindaci salentini (l'approdo del gasdotto è previsto a san Foca) che vengono ricevuti dal premier dopo la cerimonia inaugurale della 78esima edizione della Fiera del Levante.
Si va avanti, dunque, nonostante le rimostranze dei primi cittadini e della Regione Puglia. Nichi Vendola, aveva detto al capo del Governo: "Abbiamo il diritto a ribellarci alle trivelle del mare. La nostra ricchezza è il colore del mare", ha affermato il governatore di Puglia al suo ultimo discorso in Fiera, stimolando la standing ovation degli amministratori col tricolore addosso.
È un Renzi come al solito determinato perchè se ha voluto fissare i paletti sulla Tap, non è stato da meno sui temi ricorrenti dell'attualità politica. È deciso a portare a termine il percorso delle riforme (legge elettorale, giustizia, lavoro) che non si fanno da trent'anni ("per la riformite") ma anche ad iniziare un processo risolutivo per l'Iva di Taranto: "Dobbiamo vincere la sfida per dimostrare che la siderurgia è simbolo con cui coniugare gli investimenti stranieri, lavoro e ambiente", ha detto nello spazio 7 Matteo Renzi.
Diversi i passaggi sulla Puglia a cui il premier ha dato atto di aver speso i fondi europei, di aver fatto molto con la Giunta Vendola. Renzi ha poi rivendicato l'accelerazione ai lavori dell'alta capacità Bari-Napoli, infrastruttura necessaria per il Mezzogiorno.
È sulla crisi economica che il premier si è soffermato maggiormente: "L'Italia non è ripartita ma deve cominciare a fare per avere credibilità", sottolinea Renzi forse più realista rispetto a precedenti uscite pubbliche quando era apparso ottimista sui numeri e le previsioni.
Il capo del Governo ha lanciato messaggi diretti. Destinatari i coinquilini europei ("l'Europa deve fare l'Europa, basta a parlare solo di spread) e quelli che amano fare i conti agli altri. "L'Italia rispetta il vincolo del 3% (rapporto deficit/pil, ndr), siamo in pochi a farlo".
Quindi una frecciata dritta al mondo delle banche. "La Bce - ha detto Renzi - ha messo in circolo 200 miliardi di euro. Ora c'è bisogno di progetti seri. Le banche devono correre il rischio di finanziare l'economia reale".
Le promesse, infine. Il Governo non lascerà al suo destino il Gargano martoriato dal maltempo, mentre sul fronte enti locali, Renzi si è impegnato a modificare la legge 392 del '41, quella che scarica alcuni costi della giustizia sui Comuni e che il sindaco di Bari Antonio Decaro aveva ricordato al presidente del Consiglio nel suo intervento. Impegni sulla scuola e sulle università che "devono essere attrattive di cervelli". Impegno per riformare la Pubblica amministrazione, "un labirinto", l'ha definita il capo di palazzo Chigi.