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Laboratorio i-am LAB, a Bari un incontro per conoscere meglio il turismo cinese

Carlotta Trevisan, esperta di turismo cinese: '’Italia è per i cinesi la destinazione top in Europa: romantica, Paese della moda, dei motori, del cibo e delle esperienze'

Pubblicato in Turismo il 29/10/2018 da Redazione

Una full immersion nella cultura cinese a Bari per conoscere un mondo che ama viaggiare e che rappresenta un grande potenziale per lo sviluppo del turismo in Italia e in Puglia in particolare. L’incontro sul tema “Come attrarre l’incoming dalla Cina”, è il primo di i-am LAB , il laboratorio nazionale di Alta Formazione per l’industria dei congressi ed eventi , ideato e realizzato da Meet In Action - MIA, la rete d’imprese italiana nel settore MICE (Meeting Incentive Congress and Exhibition. Nei prossimi anni la sfida italiana del Business Travel o turismo d’affari sarà quella di dare un forte impulso ai flussi turistici internazionali e vincere la competizione con i paesi leader del MICE mondiale. E’questo lo scenario in cui si muove i-am LAB che offre un mix pratico – teorico, orientato al metodo “learning-by-doing”. Per il primo appuntamento di una serie di incontri di approfondimento di competenze specifiche e innovative che si terranno in giro per l’Italia, una docente di cultura cinese ed esperta di turismo cinese, Carlotta Trevisan. 

“ La Cina è il più grande mercato del turismo sia in termini di spesa che di numero di viaggi verso l'estero. I cinesi hanno cominciato a viaggiare solo dal 1999, quando il Governo della Repubblica Popolare cinese ha concesso ai paesi che ne facevano richiesta i certificati Ads, Destinazione turistica approvata – ha spiegato Carlotta Trevisan – “L’italia ha richiesto l’Ads solo nel 2004. Eppure è il paese non asiatico più gettonato dai turisti cinesi dopo gli stati Uniti, occupando il 10 posto nella classifica delle destinazioni più visitate, laddove nei primi otto posti troviamo paesi asiatici. La Cina è il paese che ha speso di più in turismo al mondo, con un aumento del 5 per cento su base annua. Nel 2012 sono stati 83 milioni i turisti cinesi nel mondo, diventati ben 143 milioni nel 2017. Se si pensa che ad oggi solo il 7% della popolazione cinese ha un visto turistico sul passaporto, per la maggior parte delle regioni costiere della Cina, capiamo che oltre il 90 per cento della popolazione della Cina non ha ancora viaggiato.Un potenziale immenso al quale l’Italia guarda finalmente con interesse nell’anno del turismo UE-Cina 2018. Un'opportunità unica per promuovere il turismo sostenibile, con l'obiettivo di far crescere del 10% l'anno il numero di turisti cinesi e concludere accordi di partenariato fra imprese UE e cinesi". 

 

Chi sono e cosa cercano i cinesi quando viaggiano?

Sino a quattro cinque anni fa per la fascia alta di turisti cinesi lo shopping era l’interesse al primo posto e per la fascia medio bassa il costo del viaggio faceva la differenza; oggi troviamo come motivazioni al primo posto il leisure, seguito dal food e dai parchi a tema, mentre il costo è meno importante. Invece determinante per i cinesi è poter pagare on line. Sono turisti che spendono. Un dato: lo scontrino medio su acquisti da esercizi commerciali, escluso strutture ricettive e trasporti, di un turista cinese, secondo le statistiche  di Global Blu ,una società di rimborso imposte sullo shopping del turismo, è di 1.738 euro!

 

 Sebbene viaggino da poco, abbiamo già tre tipologie, o meglio generazioni, di viaggiatori cinesi che al momento ancora coesistono. La prima di turisti “mordi e fuggi” che viaggiano in grandi gruppi, vogliono vedere tanti posti in poco tempo, sono generalmente di livello medio basso, non parlano inglese e la sintesi della loro motivazione di viaggio è poter dire “sono stato in vacanza qui”.

 La seconda è una generazione social, intorno ai quarant‘anni, conosce l’inglese, anche se vuole trovare depliant, guida, menù ecc.anche in cinese, ha nello shopping una delle attività più desiderate durante il viaggio e soprattutto ama affermare: “Sono stato in vacanza qui e lo mostro sui social”.

La terza generazione di turisti cinesi, la più giovane, vuole poter creare il suo viaggio e non ama i pacchetti; vuole vivere una esperienza in luoghi poco conosciuti ed autentici. Viaggia in famiglia e in genere offre il viaggio ai genitori.  A loro piace poter dire “ ho fatto questa esperienza e ve la racconto e suggerisco sui social”.

Per questi turisti cinesi, molto importante è non solo trovare e costruire la propria esperienza di viaggio on line e poi raccontarla sui social, ma poter pagare on line con Alypay. Operatori turistici ed organizzatori di congressi ed eventi sono avvertiti.

         Occorre inoltre essere visibili all’utente diretto cinese con un buon marketing on line in cinese e ben indicizzato. E per questo esistono società specializzate.     

 



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