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Puglia meta turistica, istruzioni per l'uso

Quello che c'è da sapere sulla Regione del momento

Pubblicato in Turismo il 08/08/2014 da Redazione
La nostra Regione, negli ultimi anni, si è rivelata una tra le prime mete turistiche più apprezzate, dal Gargano in giù. Un pensiero, in questo caso, va ai pugliesi trasferiti da anni al Nord che, ogni anni sono sottoposti a estenuanti domande e richieste di amici, colleghi o conoscenti intenzionati a trascorrere un periodo di vacanza nella nostra terra. Si può dire che i pugliesi trapiantati altrove sono ormai oggetto di una vera vessazione, che s’intensifica ogni anno da maggio a settembre. Su Vanity Fair è stata pubblicata una simpatica classifica delle 12 domande, modi di dire e risposte fondamentali sulla Puglia:
1) «LA PUGLIA È LUNGA»
Intercalare da tirare fuori tra una portata e l'altra a cena. Da utilizzare in combinato disposto con la formula successiva (perché no, non si tratta solo un modo di dire).
2) «UNA VOLTA CHE SEI A FOGGIA PENSI DI ESSERE ARRIVATO. E INVECE...»
E invece poi ci sono almeno altre due ore di macchina o treno per Bari, tre per Taranto, quattro per Brindisi o Lecce. Se arrivate in aereo, atterrate a Bari se siete diretti in Gargano, a Brindisi se volete godervi il Salento. Perché no, è la chiosa, «a Lecce l’aeroporto non c’è»
3) «MI RACCOMANDO, PRENDI LA MACCHINA»
Consiglio tra i più utili da fornire a chi ha intenzione di spostarsi con i mezzi di trasporto una volta arrivato in aeroporto. E non certo perché in Puglia non ci siano i taxi per il mare, ma perché per spostarsi e girare, soprattutto di sera, è indispensabile essere autonomi. E mi raccomando: gli autobus, al Sud, si chiamano pullman.
4) «DORMI QUA»
Se volete vedere qualcosa della Puglia oltre alle spiagge, scegliete Ostuni: vicina al mare, movimentata la sera, è la base ideale da cui raggiungere agevolmente sia il Salento sia le altre province. Tuttavia in questi anni abbiamo imparato ad adattare le indicazioni in base al nostro interlocutore: escludendo le località più famose, ai più colti consigliamo Conversano (Bari), con la sua pinacoteca; ai più hipster Locorotondo (Bari), con il suo centro pittoresco; ai più discotecar-fighetti Gallipoli, oppure Margherita di Savoia (Bat), comune di 12 mila abitanti forte del Copacabana e del gemellaggio con la città di Miami (sì, quella Miami). Ai più radical chic non possiamo che consigliare Terlizzi, città dal centro caratteristico in cui ha mosso i suoi primi passi Nichi (Vendola).
5) «OSTUNI, I TRULLI DI ALBEROBELLO, LE GROTTE DI CASTELLANA, OTRANTO, CASTEL DEL MONTE...».
Serie di nomi, cose e città da sciorinare al momento opportuno per elencare le tappe obbligatorie del viaggio. L'importante, anche per i pugliesi, non è esserci stati, ma dare l'impressione di possederli parlandone con fare navigato. Si tratta di località che vanno certamente viste, a cui i meno tradizionalisti possono aggiungere altri paesi bellissimi del barese (Monopoli e Trani, per esempio) o le gravine joniche del tarantino, che sono dei fantastici, piccoli Canyon.
6) «EVITA LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO. C'È CASINO INFERNALE»
Divieto assoluto da suggerire in forma di mite consiglio all’aspirante vacanziere. Tutto vero: per sperare di trovare un buco sulla spiaggia dove piantare l’ombrellone, meglio evitare quel periodo. Tanto la stagione balneare è lunga (come la Puglia) e dal 17 agosto c’è molta meno gente.
7) «LA SERA VAI DI SAGRE»
Perché d'estate, in Puglia, non c'è un cibo che non abbia una sagra a esso dedicata: la cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti, la polpetta di Grottaglie, la volia cazzata (oliva schiacciata) di Martano, la zampina di Sammichele di Bari, le marangiane di Lecce. Da non perdere in questo periodo: la festa di Santa Vittoria a Spongano (fino al 9 agosto), la Festa della municeddha a Cannole (10-14 agosto), quella della trippa e pezzetti te cavallu a Strudà (dal 7 al 10 agosto).
8) VIENI A BALLARE IN PUGLIA
Per chi invece non può fare a meno della movida neppure in vacanza, le discoteche più trendy sono il Gibò (su una rocca a strapiombo sul mare a Santa Maria di Leuca), il Guendalina (tempio della musica house a Santa Cesarea Terme), il RioBo (Gallipoli), il Divinae Follie (tra i locali più famosi del Sud Italia dal 1990, a Bisceglie).
9) «MANGIA IL PASTICCIOTTO»
Raccomandazione culinaria che esalta il dolce tipico leccese. Da abbinare a scelta al suffisso «alla crema», «al cioccolato» o, per i più sofisticati, «alla crema e al cioccolato». Per le buone forchette (o, s preferite, per i cultori del turismo eno-gastronomico… a chi piace mangiare insomma), aggiungeremmo anche i rustici, i panzerotti (detto altresì calzone, ma non chiamatelo così!), le mozzarelle e la focaccia barese. E chi più ne ha (di spazio), ne metta.
10) PAROLE BASE
Per mimetizzarsi tra gli autoctoni è consigliata la padronanza di 5 formule linguistiche: Me’: monosillabo dalle molteplici accezioni. Di sufficienza (Me’ come embé); di compiacimento (Meeee’, con un piccolo strascico); o di stupore (Meeeeeeeee’, ancora più allungato). Mena: forma estesa di Me’, adoperata come incitamento a far presto. Sciaà: letteralmente, “andiamo”. Usato anche come intercalare per rafforzare un tono di scherno: “Non sai niente, sciaà”. Ancora: sostitutivo di “casomai”. Da pronunciare in spiaggia a voce alta per fare colpo sui vicini d’ombrellone: “Mettiti la crema ancora ti scotti”. Buonasera: formula diplomatica, da usare ogni qual volta, passeggiando per il centro storico, si passi davanti a un circolo di anziane sedute in mezzo alla strada sulle sedie "uscite" da casa.
11) «LA NOTTE DELLA TARANTA È UN CASINO»
Appuntamento annuale e di successo mondiale organizzato a Melpignano (Lecce) nella seconda metà di agosto. Secondo una teoria di Checco Zalone, è «bello per i primi tre minuti. Ma dopo 7 ore è una rottura di c...o». Noi che non siamo salentini (come Checco) sposiamo la tesi. Ma a proposito di Salento…
12) DOVE FINISCE LA PUGLIA E COMINCIA IL SALENTO?
Non s’è mai capito. Anche perché non s’è mai capito cos’è il Salento. Secondo le voci più accreditate, il Salento corrisponde al tacco vero e proprio d’Italia e comprende tutti i comuni leccesi, parte di quelli brindisini e parte di quelli tarantini. In caso di discussione in corso, che spesso degenera in scontro fisico se partecipata da abitanti di comuni posti sulla supposta linea di confine, richiamare alla mente e utilizzare tutte insieme le cinque formule suddette: «Mena me’, sciaà, ancora litigate. Buonasera!». Perché il Salento non è una regione, è uno state of mind.