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Successo al Gay Pride di Lecce, Vendola: “Il tempo dell’ipocrisia è finito” VIDEO/FOTOGALLERY

Sulle istituzioni assenti il presidente ha polemizzato: “puzzano di Medioevo”. 1300 i presenti

Pubblicato in Sviluppo Cultura e Spettacoli il 28/06/2014 da Eleonora L.Moscara
Lecce Capitale dell’orgoglio gay. Il risultato di questo caldo sabato di fine giugno, ha superato anche le aspettative degli stessi circoli e associazioni Arci che hanno organizzato la parata finale del Puglia Pride nella città barocca. Circa 1300 i ragazzi e le ragazze che, sotto il sole cocente delle 16.30, si sono ritrovati a Porta Napoli per sfilare per l’orgoglio omosessuale. A 20 anni dal primo gay pride in Italia, la sfilata è arrivata anche in Puglia e ad accogliere i partecipanti c’erano molte istituzioni locali, ma non tutte. Il governatore Nichi Vendola aveva già da tempo confermato la sua presenza ed è arrivato in compagnia di Dario Stefàno, c’erano anche il neosindaco di Bari Antonio Decaro e quello uscente Michele Emiliano, molti esponenti della sinistra cittadina come: Paolo Foresio, Sergio Signore, Sandra Antonica e Carlo Salvemini. Per Lecce candidata a Capitale della Cultura 2019 c’era Airan Berg il direttore artistico. Grandi assenti tutti gli amministratori locali a partire dal sindaco Paolo Perrone che ha però concesso il patrocinio alla manifestazione. Un’assenza che si è fatta sentire e che è pesata prima di tutto ai tanti ragazzi leccesi presenti. Vendola ha commentato brevemente in merito: “A tutte le istituzioni che non hanno voluto essere presenti dico solo: ‘puzzate di medioevo’.” Tanti i rappresentanti anche dell'Agedo, l'associazione dei genitori, parenti e amici di omosessuali che partecipano con cartelli in cui campeggiavano messaggi molto chiari: "I nostri figli sono parte del mondo e non un mondo a parte" oppure "Ho un figlio etero e uno gay, non vedo la differenza".
“C’era bisogno di farla a Lecce che concorre a diventare Capitale europea della Cultura 2019, - secondo il governatore- in un’Italia che, sebbene sia molto arretrata in tema di diritti omosessuali, è pronta ad abbattere il muro del pregiudizio. L’omosessualità è oramai un tabù solo per la politica che per lunghi anni si è presentata moralista sui palcoscenici e immorale nei traffici del ‘dietro le quinte’”, ha continuato Vendola che è poi tornato a fare polemica con il mondo della politica sul tema della famiglia: “la famiglia mafiosa andava bene magari, la famiglia arcobaleno portava peccato. Credo sia finito il tempo dell’ipocrisia, oggi inizia il tempo della libertà.”
Madrina dell’evento Eleonora Magnifico icona queer di origini pugliesi conosciuta ormai in tutta Italia per le sue performances estrose e originali dove la curiosità, l'irriverenza e l'ironia sono alla base della sua ispirazione creativa. E’ diventata famosa grazie ad una vera cult song dal titolo "Sono venuta " scritta da lei e sostenuta da un video irriverente e trash girato allo stadio San Nicola di Bari da sempre luogo deputato agli incontri, non solo di natura sportiva.


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