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Siglata la convenzione tra Comune di Bari, Tribunale e AMIU per lavori di pubblica utilità

L’atto sancisce la volontà dei tre soggetti coinvolti di sperimentare l’istituto della 'messa alla prova', pratica già diffusa e sperimentata presso il Tribunale dei minori.

Pubblicato in Sviluppo il 22/07/2015 da Redazione
È stato siglato questa mattina dal sindaco di Bari Antonio Decaro, dal presidente della 1° Sezione Penale del Tribunale di Bari Giovanni Mattencini e dal presidente dio AMIU Puglia Gianfranco Grandaliano la Convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità (ai sensi dell’art. 54 del D.Lgs 28 agosto 2000, n. 274, e dell'art. 2 del Decreto ministeriale 26 marzo 2001 e Legge 67 del 28 aprile 2014) come pena alternativa alla detenzione.
L’atto sancisce la volontà dei tre soggetti coinvolti di sperimentare, per la prima volta nella città di Bari, l’istituto della “messa alla prova”, pratica già diffusa e sperimentata presso il Tribunale dei minori.
L’intesa consentirà a cinque condannati ai lavori di pubblica utilità e/o imputati con sospensione del procedimento penale con “messa alla prova” di prestare la loro attività non retribuita in favore della collettività attraverso interventi finalizzati al ripristino del decoro urbano. I lavoratori in questione saranno impiegati nell’attività di pulizia e ripristino del decoro urbano nelle piazze centrali di Bari Umberto I e Cesare Battisti. L'orario di lavoro potrà essere articolato individualmente, nella fascia oraria che va dalle ore 5.00 alle 18.00, per sei giorni alla settimana.
“Per noi è molto importante siglare oggi questo atto - dichiara il sindaco Decaro - perché ci impegna ulteriormente in una collaborazione interistituzionale che stiamo portando avanti con il Tribunale ormai da tempo. La sperimentazione dell’istituto della messa alla prova, già ampiamente adottato nei paesi anglosassoni e nella giustizia minorile, è un passo molto importante per la nostra città che si pone così all’avanguardia dal punto di vista delle pratiche sociali nel reinserimento di chi ha sbagliato. Speriamo in questo modo di essere di esempio ad altre città e, perché no, anche ai comuni della nostra area metropolitana che potranno accogliere e impiegare persone che non sono detenute, ma che in fase di indagine o in fase processuale, in concordato con il giudice, possono decidere di convertire la propria pena in ore di lavoro utili alla collettività. Mi fa piacere inoltre che queste persone avranno la possibilità di lavorare con l’AMIU impegnandosi su due piazze che per noi sono ormai dei simboli: piazza Umberto I e piazza Cesare Battisti. Luoghi che per tanto tempo sono stati scenario proprio di reati legati alla microcriminalità, e che in collaborazione con le forze dell’ordine e con la magistratura stiamo cercando di liberare. Per questo crediamo sia una sorta di risarcimento alla città da parte di chi in passato ha sbagliato commettendo reati di questo genere e che ora ha la possibilità di rimediare.
Il nostro vuole essere un messaggio positivo alla città e a tutte le istituzioni disponibili a replicare questa convenzione, perché anche con questi piccoli strumenti possiamo agire a contrasto alla microcriminalità diffusa che crea quella percezione di insicurezza determinando una sorta di scollamento nel rapporto tra cittadini, istituzioni e Forze dell’ordine”.
“Non è la prima volta che l’azienda dei rifiuti si propone come soggetto ospitante di lavoratori detenuti, o come in questo caso che scelgono una sorta di pena alternativa – spiega il presidente dell’AMIU Grandaliano – fino ad oggi abbiamo portato avanti sempre esperienze positive e ci auguriamo di continuare a farlo”.