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Bari, riqualificazione delle città e valorizzazione delle coste sono le priorità per i Giovani imprenditori di ANCE

A 30 anni dall’entrata in vigore della Legge Galasso nuove strategie per conciliare la salvaguardia del territorio costiero con una valorizzazione economica dello stesso

Pubblicato in Sviluppo il 20/07/2015 da Redazione
Gli interventi di riqualificazione delle città - per i quali si stimano fondi comunitari della programmazione 2014-2020 per un miliardo di euro circa – devono puntare sulla valorizzazione delle potenzialità dei paesaggi costieri. A trent’anni dall’entrata in vigore della Legge Galasso - che introdusse una serie di tutele sui beni paesaggistici e ambientali, in particolare sulle zone costiere - occorre adottare delle strategie finalizzate a promuovere lo sviluppo urbanistico e conciliare la salvaguardia delle coste con una responsabile valorizzazione economica delle stesse.
Sono stati questi i temi al centro del terzo convegno nazionale promosso dal Comitato del Mezzogiorno dei Giovani imprenditori di ANCE ‘#IL FUTUROCOSTA. L’economia del Mezzogiorno punta a una nuova cultura di impresa’ organizzato quest’anno nella cornice del Fortino Sant’Antonio di Bari.
La sfida che la nuova classe dirigente, politica e imprenditoriale è chiamata a cogliere è nella definizione delle migliori strategie per coniugare uno sviluppo urbanistico, ambientale, sociale ed economico valorizzando e mai danneggiando il patrimonio costiero, che si sviluppa su tutto il territorio italiano con 8.000 chilometri di coste. Nel Mezzogiorno, soprattutto negli ultimi anni, intensa è stata la promozione dei territori finalizzata ad attrarre turisti italiani e stranieri; ma per ampliare e destagionalizzate l’offerta turistica, inducendo i visitatori non solo a soggiornare ma anche a investire a livello immobiliare, occorre puntare su politiche del territorio che arricchiscano l’offerta dei servizi sulle aree costiere.
Secondo il presidente dei Giovani imprenditori di ANCE Puglia Giandomenico Mallardi «la legge Galasso in quel periodo storico ha rappresentato un argine importante contro un’improvvida speculazione edilizia, anche sulle coste. Oggi siamo certi che, grazie alla nuova cultura d’impresa diffusasi nel settore delle costruzioni, sia possibile un cambiamento di rotta che consenta uno sviluppo urbanistico volto alla valorizzazione delle coste anche entro il limite dei trecento metri dalla costa ove questo risulti compatibile con i vincoli paesaggisti e idrogeologici. Occorrono regole chiare e certe, una semplificazione delle procedure burocratiche per la ristrutturazione del patrimonio edilizio e dei cambi di destinazione d’uso degli immobili».
Bisogna quindi puntare su nuove forme di cooperazione e sul coinvolgimento di soggetti pubblici e privati attraverso percorsi condivisi in grado di fare interagire funzioni, soggetti e fruitori diversi. Imprescindibili, inoltre, strategie unitarie di intervento per garantire l’integrazione dei fondi ed evitare la frammentazione dei finanziamenti su una pluralità di obiettivi.
«Il mondo dei costruttori – ha spiegato il presidente dei Giovani imprenditori di ANCE Bari e BAT Luigi De Santis - ha ormai piena consapevolezza dell’importanza di conciliare la salvaguardia del territorio con lo sviluppo economico dello stesso. In particolare, noi giovani costruttori siamo impegnati nel promuovere uno sviluppo urbanistico che rispetti l’ambiente e che punti sui dettami dell’edilizia sostenibile, avendo come visione la massima efficienza energetica degli edifici e l’utilizzo delle nuove tecnologie, già adottate dalle più virtuose smart city europee e in grado di migliorare la qualità di vita dei cittadini».

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