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Confindustria Puglia, Cgil e Cisl siglano intesa per lo sviluppo del sistema produttivo pugliese

La politica industriale in Puglia riparte dall'accordo tra i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori

Pubblicato in Sviluppo Lavoro Sviluppo e Lavoro il 20/05/2015 da Redazione
Confindustria Puglia, CGIL Puglia, CISL Puglia Basilicata, UIL Puglia e Bari/BAT hanno deciso di avviare un confronto stabile e un'analisi puntuale per formulare nuove proposte di strategie di politica industriale regionale. L'obiettivo è quello di lavorare per facilitare lo sviluppo e la crescita diffusa ed equilibrata del sistema industriale in tutto il territorio regionale, costruendo un coordinamento permanente che elabori progetti condivisi da presentare alle Istituzioni e monitori
i piani d'azione conseguenti valutandone gli impatti sul tessuto imprenditoriale, sul territorio, sui lavoratori e i cittadini di Puglia anche attraverso il coinvolgimento dei centri di ricerca e delle università.

Un percorso che vuole raggiungere risultati concreti e innovativi. L'innovazione parte dalla modalità con cui avverrà il coordinamento tra le parti ovvero attraverso la costituzione di alcune task force dedicate all' elaborazione di analisi e proposte su temi specifici, iniziando da quelli ritenuti di maggiore rilevanza strategica per il sistema Puglia: le Infrastrutture digitali e logistiche, il Turismo connesso ad agroindustria e industria creativa, il Rapporto tra ambiente-energia-industria, la Gestione e anticipazione delle crisi aziendali e l'Opportunità di crescita e consolidamento delle start-up innovative, la Crescita occupazionale, in connessione con il tessuto di piccole e medie imprese del territorio.

Successivamente su ogni singolo tema, a partire da quello delle infrastrutture digitali e logistiche, il cui potenziamento potrà realmente proiettare la Puglia verso l'Europa e il mondo, si avvierà il confronto con le Istituzioni: un confronto tempestivo, puntuale, permanente.

"L'attuale periodo di particolare difficoltà congiunturale - dichiara Domenico Favuzzi, Presidente di Confindustria Puglia - rende necessari impegni sinergici di più soggetti per arginare e superare l'impatto negativo sul tessuto produttivo e sull'occupazione. In tale direzione il documento sottoscritto con i sindacati ha l'auspicio di creare con le Istituzioni un confronto costruttivo tra le parti sociali, basato su un rapporto fiduciario tra imprese, lavoratori, Stato ed Enti locali". "Noi come forze della rappresentanza sociale ed economica dobbiamo continuare a contribuire a definire al meglio le politiche della Puglia mettendo al centro il lavoro e lo sviluppo, ribadisce il Segretario Generale di Cgil Puglia Gianni Forte che sottolinea come il ruolo dell'impresa debba essere sempre più orientato verso il bene comune, quindi verso la
salvaguardia dell'occupazione. Oggi stiamo ponendo le premesse a cominciare dall'innovazione e dalla sperimentazione, su cui investire ancora di più partendo dal fatto che i nuovi settori devono creare nuova e buona occupazione necessaria per determinare condizioni di crescita del nostro sistema economico e produttivo in vista della creazione di posti di lavoro"

"In un periodo di crisi apparentemente senza fine - osserva il Segretario generale della Cisl di Puglia Basilicata, Giulio Colecchia - le parti sociali che rappresentano lavoratori e imprese non possono attendere gli eventi ma sono chiamate a mettere in campo azioni che convergano nell'allargamento del sistema produttivo e nella creazione di nuova occupazione, connettendo il 'sistema Puglia' al resto del Mezzogiorno e dell'Europa".

"Si tratta di un accordo innovativo - fa eco Aldo Pugliese, Segretario generale della Uil di Puglia e di Bari-Bat - che rispetto al passato vuole tradurre le proposte in atti concreti. Dopo anni di crisi durissima, oggi esiste una congiuntura favorevole alla ripresa economica, ecco perché le risorse disponibili vanno impiegate strategicamente, in misure concrete e in maniera qualitativamente migliore per stimolare una crescita anche dal punto di vista occupazionale".