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Cyber Addiction: qual è la percentuale di utenti dipendenti da Facebook?

Tutto quello che c'è da sapere sulla sindrome di 'Hikikomori'

Pubblicato in Sviluppo il 14/03/2016 da Centro Servizi
immagine di repertorio

Facebook, Twitter e altri social network, sono diventati parte integrante della vita di molti giovani. Da quando sono comparsi sulla rete irrompendo nella vita delle persone, è sorto un nuovo fenomeno, quello della dipendenza da Internet.

 

Sebbene il fenomeno della “cyber addiction  è recente, ha subito un’evoluzione rapida negli ultimi anni, così i primi dipendenti da giochi online, passavano ore e ore nelle proprie case, incapaci di disconnettersi dai giochi di ruolo o da qualsiasi altra tipologia per aggiungere più punti e scalare le classifiche mondiali, o per disputare un torneo di poker, come se fosse un cosa di vitale importanza.

 

Da questi primi casi è nato il termine sindrome di “Hikikomori”, originariamente comparsa in Giappone durante il decennio degli anni Ottanta e Novanta. I giovani che ne erano colpiti “voltavano le spalle alla società” e si rifiutavano di interagire con gli altri, se non attraverso il computer. A volte questi atteggiamenti hanno avuto delle conseguenze negative sulle abitudini alimentari e la cura e igiene personale.

 

Esempi di questo stato di cose sono stati osservati in varie parti del mondo, laddove lo schermo del computer diventa la vera realtà dei giovani, come se non ci fosse nulla al di là delle quattro mura delle loro stanze.

 

Oggigiorno, e grazie ai dispositivi mobili, quali tablet, phablet e smartphone, non c’è bisogno di trincerarsi in casa per essere connessi a internet. Inoltre, l’incursione dei social network ha portato ad un aumento delle possibilità di comunicazione, che vanno oltre il videogioco o le semplici chat. Tutto ciò ha avuto come conseguenza un incremento del numero di casi di dipendenza da internet.


Ma qual è la percentuale dei dipendenti da Facebook? E’ l’interrogativo a cui stanno cercando di rispondere gli esperti. Uno studio, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica ‘International Journal of Information and Education Technology’, ha preso in esame 441 studenti universitari, con un’età media di 24 anni. Il 49% rappresentato da studentesse. A questi è stata somministrata una scala standardizzata per conoscere il livello di dipendenza da Facebook denominata Bergen Facebook Addiction Scale. E’ stato inoltre esaminato il livello di controllo attraverso il Locus of Control (L.O.C.) e il livello di egoismo personale attraverso la Barron’s Ego Strenght Scale. Sono state poi raccolte informazioni sulla religione praticata e sulla provenienza dei partecipanti.

I risultati hanno mostrato che i giovani possedevano un elevato livello di dipendenza da Facebook, il 47%, il che significa che quasi la metà dei partecipanti utenti del social network sono da questo  dipendenti. Risultati ottenuti indipendentemente dalla provenienza, dalla religione praticata e dal genere dei partecipanti.

 

Gli autori non sono entrati nel merito di questi dati, né sulle implicazioni sulla salute mentale dei giovani e le loro relazioni sociali.

Tuttavia l’alta percentuale di dipendenza da Facebook dei giovani, è un ulteriore prova di come il social network più frequentato del mondo sia passato dall’essere un utile strumento comunicativo e di interrelazione, a strumento che causa problemi di salute mentale come la cyber addiction.

 

 



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