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Il 'silenzio assenzo' nel permesso di costruire, l'Ance apre un dibattito pubblico

Durante l'incontro confronto con l’Associazione Giovani Avvocati Amministrativisti

Pubblicato in Sviluppo il 13/03/2015 da Redazione
L’applicazione dell’istituto del ‘silenzio assenso’ sui procedimenti per il rilascio del permesso di costruire DL nn. 70/2011 e 83/2012, le possibili implicazioni in sede penale e amministrativa e gli strumenti di prevenzione e di tutela azionabili in sede giurisdizionale. Sono stati questi i temi al centro del seminario ‘Silenzio – assenso e permesso di costruire: storia di una semplificazione complessa’ tenutosi ieri pomeriggio e organizzato dal gruppo ‘Giovani imprenditori’ di ANCE Bari e BAT e dall’Associazione Giovani Avvocati Amministrativisti (A.G.AMM.) - Sezione di Bari.
Dopo i saluti del presidente del T.A.R. Puglia – Sezione di Bari Corrado Allegretta, del presidente dei ‘Giovani Imprenditori’ di ANCE Bari e BAT Luigi De Santis e dell’avvocato amministrativista e referente dell’A.G.AMM. – Sezione di Bari Alessandra Casamassima, sono intervenuti all’incontro il direttore della ripartizione Urbanistica ed edilizia privata del Comune di Bari Anna Maria Curcuruto, l’avvocato amministrativista Carmine Rucireta, il sostituto procuratore della Procura di Trani Michele Ruggiero e il presidente di ANCE Bari e BAT Domenico De Bartolomeo. Ha moderato il presidente emerito della Sez. III del T.A.R. Puglia – Sezione di Bari, Pietro Morea.
«Questo incontro – ha spiegato il presidente dei ‘Giovani Imprenditori’ di Ance Bari e BAT Luigi De Santis - è stato l’ultimo degli eventi organizzati con l’A.G.AMM. per formare giovani costruttori e avvocati amministrativisti su tematiche concrete e ricorrenti riguardanti gli iter amministrativi nel settore delle costruzioni. L’obiettivo è quello di comprendere al meglio gli strumenti che il legislatore mette a disposizione delle imprese e le semplificazioni normative come il silenzio-assenso che però, a volte, si traducono in ulteriori difficoltà per gli imprenditori anziché in un reale valore aggiunto. Questo sforzo – ha concluso De Santis - in termini formativi che coinvolge anche gli architetti mira a prevenire, o quantomeno a ridurre, il rischio di errate interpretazioni delle leggi e di conseguenti contenziosi che rallentano il lavoro delle imprese e lo sviluppo del territorio».