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Bari, la comunità islamica apre le porte a cittadini e studenti: 'Ecco qual è la vera faccia dell'Islam' (VIDEO)

Gli studenti hanno degustato cibi della cucina nordafricana e sperimentato momenti di preghiera

Pubblicato in Sviluppo il 11/03/2016 da Ilaria Milella

 

«La Comunità islamica di Puglia ci teneva ad organizzare quest’evento per chiarire una volta per sempre qual è la reale faccia dell’Islam», con queste parole l’Imam Ghazi Shwandi ha salutato la popolazione barese che ha partecipato al primo open day organizzato dal CIDI (Comunità Islamica D’Italia) in collaborazione con la Regione, e i rappresentanti delle religioni principali abramitiche presenti durante l’ incontro interreligioso sulla pace e sulla misericordia avvenuto a termine della giornata.

 

La giornata d’eventi è iniziata nella sede di via Cifarelli  aprendo le porte del Centro Islamico a tre scolaresche baresi provenienti dagli istituti “Margherita”, “Bianchi Dottula” e “San Giovanni Bosco” dove per i ragazzi sono stati organizzati dei momenti in cui hanno potuto entrare a contatto con la cultura e le tradizioni musulmane tramite l’incontro con i cibi della cucina nordafricana e la sperimentazione dei momenti di preghiera.

 

L’open day è proseguito nel pomeriggio con un appuntamento aperto alla cittadinanza barese dove sono state organizzate delle visite guidate all’interno del centro. Ha seguito un incontro dedicato al dialogo interfede a cui hanno preso parte l’ex senatore PD Giovanni Procacci, l’Imam del Centro Islamico di Bari Ghazi Shwandi,   l’assessore della Comunità ebraica di Napoli Cosimo Yehudà Pagliara e Don Giovanni De Nicolo Direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo religioso della diocesi di Molfetta.

 

Tema principale dell’incontro l’idea di misericordia e di pace all’interno delle principali religioni abramitiche, ha introdotto la discussione padre De Nicolo che ha dichiarato: «La misericordia ci unisce anche in questo momento, un sentimento capace di andare oltre e realizzare qualcosa di unico: sperimentare la pietà Divina e farci sentire fratelli.  Plaudo ancora una volta a questa iniziativa e mi auguro che riesca a costruire qui la società del futuro.   Dio è misericordia e pace, è un concetto che spesso ritorna nelle lettere di San Paolo e ritorna spesso nelle sure del Corano, essendo fratelli cristiani e musulmani è necessario restare uniti per evitare ogni azione che sfiguri il volto di Dio».

 

Ha proseguito il portavoce della Comunità ebraica Pagliara«Nella tradizione dei mistici ebraici c’è un concetto di Dio attraverso le sue emanazioni, tra queste c’è una legata alla Misericordia. Un giorno particolare nella nostra religione è quello dell’espiazione, o Yom Kippur, che cade quattro giorni dopo dal capodanno, in quel giorno ci rivolgiamo a Dio padre e re affinchè ci giudichi nel miglior modo possibile. A Dio però ci rivolgiamo anche in altri modi nelle nostre preghiere quotidiane chiamandolo “Il misericordioso” che spezza il giogo sul nostro collo e ci conduca nella nostra terra. Noi ebrei invochiamo la misericordia quotidianamente, ma dovremmo domandarci se siamo abbastanza benevoli col prossimo»

 

«Allāh nel Corano ha definito se stesso come misericordioso e ha detto anche che la sua misericordia precede sempre la sua ira e copre ogni cosa – ha concluso l’Imam Ghazi -. Chiunque inizia a studiare l’Islam scopre le cinque ragioni per cui Allāh ci ha inviato sulla terra la religione, la prima è la salvaguardia della vita umana, nessuno ha il potere di giudicare o comandare l’esistenza altrui, poiché la vita appartiene solo a Dio. Per questo coloro che fraintendono questo insegnamento sono da considerare peccatori ed estranei al messaggio di Allāh»