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Bari: il Centro Antiviolenza dedicato a Paola Labriola, la psichiatra uccisa da un paziente (VIDEO)

La struttura, nata nella sede dell'associazione G.I.R.A.F.F.AH onlus, offre accoglienza e ascolto alle donne vittime di violenze

Pubblicato in Sviluppo Donne il 09/03/2016 da Giuseppe Bellino

“Questo riconoscimento va a bilanciare qualcosa, il fatto che Paola continui ad essere ricordata è positivo perché l’intero tessuto sociale continua ad interrogarsi sul fenomeno del femminicidio”. Con queste parole Vito Calabrese, marito di Paola Labriola, è intervenuto durante l’inaugurazione del nuovo centro antiviolenza nella sede dell’associazione G.I.R.A.F.F.AH! Onlus (Gruppo Indagine Resistenza Alla Follia Femminile Ah!). La struttura è stata dedicata proprio alla dottoressa Labriola, psichiatra in servizio all’istituto igiene mentale di Bari che fu aggredita e uccisa da un paziente nel settembre 2013.

Il centro antiviolenza, gestito da molti anni dall’associazione G.I.R.AF.F.AH (Via Napoli, 308), è impegnato quotidianamente nella lotta agli abusi e alle violenze offrendo accoglienza e ascolto alle donne in difficoltà. Le vittime possono beneficiare di assistenza da parte di  psicologhe e psichiatre , mentre un gruppo di avvocati si occupa delle questioni legali.

“Paola è stata una delle tante vittime che continuano ad esistere nella città di Bari – ha spiegato l’assessora al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico – definita la terza città in Italia con il più alto numero di femminicidi dopo Torino e Roma. L’inaugurazione del Cav Paola Labriola rappresenta il riconoscimento di una realtà importante, attiva già da tempo sul territorio cittadino a tutela dei diritti delle donne vittime di violenza”.

Il Procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, ha elogiato il lavoro dei centri antiviolenza presenti sul territorio: “Mentre nell’ultimo anno giudiziario si è registrato un sensibile calo degli episodi di omicidi e tentati omicidi, è invece in aumento il dato delle violenze sulle donne. Il numero di episodi di stalking è ancora elevato, supera i 250 per anno. A ciò si aggiungono violenza sessuale, di maltrattamenti in famiglia e una serie di fenomeni che inducono la procura ad essere estremamente attenta e a vigilare ed  intervenire anche riguardo gli episodi minori. Per la prima volta una sottoufficiale donna è stata inserita nella sezione di Polizia Giudiziaria e si occuperà di indagini relativa a episodi di violenza contro le donne e minori”.

“Il lavoro svolto dai centri antiviolenza – ha concluso il procuratore - è quindi preziosissimo, quasi indispensabile. Compiono quell’opera di mediazione che consente alle vittime di questi gravi reati di non approcciarsi  immediatamente con un’istituzione come la Procura. I centri accompagnano per mano le vittime nel percorso che porta alla denuncia del reato”.  

Anche la presidente di G.I.R.A.F.F.A.H Onlus, Maria Pia Vigliante, ha voluto ricordare la psichiatra uccisa nel settembre 2013: “Aver intitolato un centro a Paola significa ridarle ciò che aveva fatto nel corso di questi anni”. 



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