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Depuratore di Manduria: Legambiente propone alla Regione Puglia una soluzione alternativa allo scarico a mare

All'incontro hanno parteicpato l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici Giovanni Giannini, il preisdente Francesco Tarantin e i rappresentanti del circolo Legambiente di Manduria

Pubblicato in Sviluppo il 07/10/2015 da Redazione
Legambiente torna sul tema della depurazione a Manduria e, in un incontro con l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici Giovanni Giannini, a cui hanno partecipato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, e i rappresentanti del circolo Legambiente di Manduria, lancia una proposta alternativa allo scarico a mare attraverso la condotta sottomarina.
«Purtroppo in una regione come la nostra caratterizzata da una scarsa presenza di corsi d’acqua non è facile individuare i recapiti finali, in particolar modo nei territori costieri, particolarmente sensibili dal punto di vista naturalistico e turistico. Per questo motivo i tecnici del nostro ufficio scientifico nazionale hanno studiato una soluzione alternativa allo scarico a mare, di gran lunga preferibile alla condotta sottomarina per minori costi di investimento, minore impatto ambientale e possibilità di riutilizzo dell’acqua depurata».
In sintesi, la proposta elaborata da Legambiente prevede a valle del nuovo depuratore di Manduria un sistema di post trattamento delle acque mediante fitodepurazione. Così, le acque ulteriormente depurate e affinate, grazie alla presenza della zona umida, possono essere sia utilizzate durante i mesi estivi in agricoltura che scaricate in un alveo fluviale che sarebbe così riqualificato dal punto di vista naturalistico.
Tale soluzione, rispetto allo scarico diretto in mare, permette di migliorare ulteriormente la qualità degli scarichi, tamponare gli eventuali effetti negativi dovuti a temporanei cali di rendimento del depuratore e ricreare aree umide per riqualificare il territorio e favorire l’incremento della biodiversità locale.
Da diversi anni i sistemi di fitodepurazione applicati per il trattamento terziario (o post-trattamento) hanno trovato grande applicazione non solo in numerosi Paesi europei ma anche in Italia.
L’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Puglia ha prontamente trasmesso lo studio al Cnr per verificarne la fattibilità dello stesso.