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Lavoratrice licenziata dopo cancro, appello di Vendola all'azienda

'Faccia un passo indietro'. La mutinazionale non si candida all'accesso di fondi comunitari

Pubblicato in Sviluppo Lavoro Sviluppo e Lavoro il 06/12/2014 da Redazione
Una nota del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sulla storia di Zoe, il nome di fantasia con cui è stata ribattezzata la 52enne licenziata in tronco dalla multinazionale Lyondell Basell (azienda che opera all'interno del petrolchimico dell'area industriale di Brindisi) dopo il rientro al lavoro al termine di una lunga battaglia contro il cancro.
“Mi colpisce molto la storia di Zoe, la lavoratrice malata, unica licenziata a Brindisi dopo il grande piano riorganizzativo della multinazionale Lyondell-Basell. E’ una storia che fotografa la drammatica perdita di diritti e di valore sociale del lavoro e che disvela il cinismo e la crudeltà delle regole che oggi spadroneggiano sempre di più.
La multinazionale ringrazia e motiva così quell’unico licenziamento: é dettato da “… i risultati economici negativi in Europa… la critica situazione del mercato… il processo di contenimento dei costi e di recupero di competitività… ”. Per giustificare il licenziamento della persona che si vuole estromettere, basta dunque rifarsi a generiche ed astratte ragioni economiche? Verrebbe da sorridere se, invece, la situazione non fosse così orribilmente devastante per la vita di Zoe.
Mi colpiscono l’ipocrisia della teoria del piccolo sacrificio occupazionale che però salva lo stabilimento. Ed il singolare rifiuto del gruppo a confrontarsi con le Istituzioni e le parti sociali per realizzare politiche industriali e territoriali in grado di favorire davvero maggiore produttività e competitività.
A questo proposito invece, la multinazionale Basell ha recentemente investito 20 milioni di euro per il potenziamento della fabbrica brindisina senza candidarsi, nonostante l’invito di Confindustria e dei sindacati, al contratto di programma per l’accesso alle risorse comunitarie, di sostegno allo sviluppo economico, gestite dalla Regione Puglia.
Il co-finanziamento perso ammonta a circa 6 milioni di euro. Tanti da far crescere, insieme alla competitività, pure l’occupazione nella fabbrica brindisina. Mi chiedo se vada licenziata l’incolpevole Zoe o individuati i responsabili di tanta sciatteria.
Mi colpiscono la determinazione e la grande forza di Zoe, il garbo e l’incisività della sua lettera pubblica, la solidarietà che ha ricevuto dal sindacato e dagli altri lavoratori, il rifiuto di dare un prezzo (90.000 euro di risarcimento proposto dall’azienda) alla sua dignità di lavoratrice.
Sono molto vicino a lei ed a tutti coloro che sentono minacciati il proprio lavoro e la propria vita non solo dalla crisi ma, soprattutto, dalle politiche di svalorizzazione del lavoro.
Mi rivolgo, infine, ai vertici italiani della multinazionale ai quali rinnovo l’appello fatto nell’incontro avuto a Roma qualche giorno fa: fate un passo indietro, rinunciate ad un atto d’ingiustizia per tornare invece a discutere di politiche industriali per lo sviluppo sostenibile di Brindisi e della Puglia. Troverete sempre nell’Istituzione che presiedo un attento interlocutore”.