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Edilizia residenziale, Vendola: 'stop al consumo di suolo'

Decaro: A Bari in 2 anni 362 case popolari

Pubblicato in Sviluppo il 05/11/2014 da Redazione
“L’emergenza abitativa è sempre stato uno degli alibi che ha dato forza ai processi di cementificazione del territorio, fino a produrre una condizione veramente paradossale: la decrescita demografica, fotografata dal recente Rapporto Svimez, nonostante un’intensità del processo di cementificazione che non ha eguali nel resto d’Europa”.
Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sottoscrivendo questa mattina, insieme all’Assessora alla Qualità del Territorio Angela Barbanente e al Sindaco di Bari Antonio Decaro, il Protocollo d’Intesa “per la programmazione di interventi di edilizia residenziale pubblica e l’adozione di misure urgenti per fronteggiare l’emergenza abitativa nella città di Bari”. Saranno "362 gli alloggi popolari che il Comune di Bari consegnerà entro due anni" alle famiglie in graduatoria", detto soddisfatto Decaro.
“Io credo – ha spiegato Vendola – che bisogna partire da questo dato: non è vero che i quartieri mostruosi sono cresciuti e si sono riprodotti per rispondere all’emergenza abitativa. Noi non ci possiamo porre l’obiettivo dello stop al consumo di suolo come se si trattasse di imporre un codice etico astratto. Il no al consumo di suolo può essere il frutto combinato della crescente consapevolezza dell’irreparabile danno che si determina quando scompare il territorio rurale”.
Secondo Vendola, quindi, “bisogna operare affinché questo stop al consumo di suolo non sia percepito come una vessazione, ma sia il contenuto di un’altra idea, che deve comunque rispondere all’emergenza abitativa. Il punto è far emergere il patrimonio edilizio esistente, che è largamente occultato”.
Inoltre, ha precisato Barbanente, il "protocollo prevede anche il censimento degli alloggi pubblici o privati che siano già in condizioni ottimali o da recuperare nel tempo di 180 giorni". Il "punto – ha sottolineato Vendola – è far emergere il patrimonio edilizio largamente occultato. La dimensione dell’abbandono e del degrado di immobili, palazzine, quartieri, è uno dei grandi problemi del nostro Paese in cui l’emergenza abitativa è sempre stato uno degli alibi che ha dato forza ai processi di cementificazione del territorio". "In questi anni - ha ricordato il governatore – in Puglia abbiamo riqualificato il 50 per cento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica: un dato che non ha comparazioni con nessun’altra regione d’Italia".
Le famiglie in graduatoria sono 2.147 mentre quelle in emergenza abitativa per sfratto sono 147. Decaro ha ricordato che a Bari "gli sfratti per morosità incolpevole sono aumentati negli ultimi anni del 60%". Il primo cittadino ha poi evidenziato che "una legge nazionale prevede il cambio di destinazione d’uso di immobili che si potrebbero recuperare e destinare, ad esempio, a chi può permettersi un affitto molto basso, tra i 160 e i 200 euro".
“Il Protocollo che firmiamo oggi – ha concluso Vendola – insieme al Sindaco di Bari, è una risposta quantitativamente e qualitativamente gigantesca e impegnativa, ma non è uno spot. Vi invito a guardare cosa sono gli alloggi Iacp oggi e cosa erano qualche anno fa: icone del degrado. Oggi sono oggetto di una riqualificazione strutturale ed estetica che ha ridato l’orgoglio e il senso dell’abitare ad un intero quartiere che si è sempre autopercepito come marginale e come periferia abbandonata”.

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