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CIHEAM Bari: presentati i risultati del Progetto 'Ready Med Fish', rivolto ai pescatori di Italia, Tunisia, Egitto e Libano

L'obiettivo specifico è quello di accrescere la professionalizzazione di giovani operatori interessati a trovare, nella pesca, una risorsa economica su cui investire nell'ambito della multifunzionalità

Pubblicato in Sviluppo il 04/11/2015 da Redazione

Per due anni alcuni rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo del settore pesca di Italia, Tunisia, Libano ed Egitto, insieme con il CIHEAM di Bari, hanno lavorato per la riqualificazione di un antico mestiere: la piccola pesca artigianale, grazie al progetto Ready Med Fish.

R.E.A.D.Y. MED. FISH. – Requalification of Employment and Diversification for Youth in the Mediterranean Fishery, attuato nell’ambito dell’ENPI CBC Mediterranean Sea Basin Programme (www.enpicbcmed.eu) e finanziato (per l’ammontare di 1.380.862,56 €) dall’Unione Europea attraverso l’European Neighbourhood and Partnership Instrument (ENPI), è un esempio di cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo e l’Unione Europea che, attraverso un approccio pratico, ha puntato a dare degli strumenti tecnici per mettere in atto le molteplici possibilità di diversificazione che il settore della pesca offre.

Pescaturismo, ittiturismo, vendita diretta ed acquacoltura sono alcuni dei focus studiati dal Progetto, analizzando le multifunzionalità e esaminando casi di successo, in particolare, del territorio pugliese. Pescaturismo e ittiturismo rappresentano, infatti, proposte innovative per rispondere all’esigenza di diversificazione dell’attività di pesca e consentono di riqualificare un’importante quota del mercato turistico creandone, altresì, una supplementare.

Il Pescaturismo è un’attività che combina la pesca professionale esercitata dagli imprenditori ittici, singoli o associati, con attività turistiche e ricreative destinate a persone esterne all’equipaggio, a bordo di barche da pesca. L’Ittiturismo comprende sia la ristorazione, sia l’ospitalità, abbracciando attività didattico-ricreative, come eventi culturali e servizi, finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse della pesca. Prevede un ampio coinvolgimento delle imprese ittiche, cogliendone anche gli aspetti socio-culturali, con l’utilizzo dell’abitazione, dell’imbarcazione o di altre strutture di proprietà.

Il progetto ReadyMedFish, avviato il 14 novembre 2013, si è posto come obiettivo specifico di accrescere la professionalizzazione di giovani operatori (120 circa) interessati a trovare, nella pesca, una risorsa economica su cui investire nell'ambito della multifunzionalità, al fine di stimolare l'imprenditorialità privata e migliorare il quadro normativo di riferimento.

Per ogni Paese partner del progetto sono stati coinvolti un attore istituzionale e un attore dell'associazionismo di settore. La Lega Pesca, coordinatore del progetto e la Regione Puglia sono stati protagonisti per l'Italia. Altri partner del Progetto: per l'Egitto la Fishery e la National Union Cooperative Fish Resources; per il Libano il Ministero dell'Agricoltura - Department for Fisheries and Wildlife e l’Association for Fishery in Sahil Khairazane; per la Tunisia la Direzione Generale per la Pesca e l'Acquacultura e il Fishery Development Group.

I partner del progetto Ready Med Fish hanno presentato i risultati di 24 mesi di lavori: corsi di formazione per le pubbliche amministrazioni e le cooperative dei diversi Paesi, corsi destinati ai pescatori (in Italia si sono svolti in Puglia), attività di analisi della legislazione italiana del Gruppo di Azione Geografica (GAG), proposte di armonizzazione del quadro normativo formulate dagli esperti del Gruppo Operativo Euromediterraneo (EOG). È stato presentato, inoltre, il servizio di Info and Assistance Desks: sportelli di assistenza per gli operatori creati allo scopo di diversificare le attività, consentendo un miglioramento delle condizioni di lavoro e di reddito.

Tali misure rientrano nel più ampio obiettivo di promuovere il dialogo culturale e la governance locale nel settore della pesca nell’area dei Paesi interessati, attraverso l’occupazione nel settore di addetti qualificati.

Il rilancio della pesca artigianale potrà apportare un miglioramento della qualità di tutto l’indotto, nel quale lavorano un milione e mezzo di persone, attraverso la rivalutazione delle coste del Mediterraneo e un maggior sviluppo del turismo.