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Italia in difficoltà. Al Sud la crisi morde di più

Pubblicato il rapporto dell'Eurispes. Diverse le rinunce degli italiani

Pubblicato in Sviluppo il 03/02/2014 da Redazione
L'Italia arranca e, neanche a dirlo, arranca pure il Mezzogiorno dello Stivale.
La ricerca del "Rapporto Italia Eurispes 2014" (condotta avvalendosi anche di dati dell'"Osservatorio Banche Imprese") conferma il pessimo stato di salute dell'economia nazionale. E mostra anche la sfiducia degli italiani verso il futuro a dispetto di segnali di ripresa annunciati: l’88,1% degli italiani ritiene che la condizione economica del paese negli ultimi 12 mesi sia totalmente o parzialmente peggiorata, in aumento di 8,1 punti percentuali rispetto all’analoga rilevazione del 2013.

CONDIZIONI ECONOMICHE IN CALO - Un quadro che mette in luce quanto le condizioni economiche degli italiani siano difficili. Il il 70,5% degli intervistati (dal 13 dicembre 2013 al 4 gennaio 2014) ha indicato un peggioramento (considerevole per il 34,8% e lieve per il 35,7%) che non si discosta dal trend rilevato lo scorso anno (73,5%). Ed è un dato curioso che, di conseguenza, gli italiani che amano gli animali sono costretti addirittura a dare in affido il proprio amico a 4 zampe (lo sostiene il 48% dei veterinari). In salita anche il dato degli abbandoni (un fenomeno sostenuto da almeno il 60% dei veterinari). 

IL MERIDIONE - Al Sud, certifica il Rapporto, ci sono le regioni che hanno più difficoltà a risalire la china. Il 41,9% dei cittadini del Mezzogiorno dichiara di non arrivare a fine mese o di essere costretti, per questo, ad utilizzare i propri risparmi. Lo fa il 64% al Sud e il 58,9% per le isole). Sudano le fatidiche sette camicie i disoccupati o gli inoccupati, costretti a rinunciare a tantissime cose.
E al Sud i cittadini devono ovviamente fare a meno di beni voluttuari e non dispensabili. Vale per tutti un esempio: è il Meridione la zona d'Italia dove si è meno impegnati a livello fisico: appena il 28,5% svolge un'attività motoria.

LE RINUNCE - Una rinuncia che non è nulla di grave rispetto ad altre: in Italia, infatti, il 78,5 degli intervistati ha detto di aver rinunciato alle uscite fuori casa; di limitare il cinema preferendo la visione di film in casa (lo fa il 66,6%), mentre l'84,3% riduce le risorse destinate ai regali, l’81% taglia le spese per i pasti fuori casa e il 75,3% privilegia l’acquisto di prodotti di abbigliamento in punti vendita più economici come grandi magazzini, mercatini, outlet. L’82,9% aspetta i saldi per gli acquisti importanti. 

"Un fantasma si aggira per il nostro Paese. La sub-cultura del declino e della decadenza, figlia del nichilismo, sembra ormai pervadere le Istituzioni e le coscienze dei nostri concittadini", commenta il presidente di Eurispes Gian Maria Fara. "L’Italia sta vivendo una crisi profonda e drammatica. Ma questo non è un Paese senza futuro", dice Fara.