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Popolare di Bari, salvataggio della Tercas in Abruzzo

L'Istituto si estende lungo l'Adriatico. Presto si aggiungeranno 165 sportelli nel Centro Italia

Pubblicato in Sviluppo il 01/11/2013 da C.F.

Bari, e più in generale la Puglia, protagonista di una operazione di salvataggio in Abruzzo con la sua banca d’eccellenza: La Popolare di Bari. A raccontarlo ai giornalisti il Governatore Gianni Chiodi che, rispondendo a chi gli chiedeva notizie della Tercas, l’istituto bancario abruzzese, ha detto: “Oggi — ha puntualizzato  il Presidente della Regione Abruzzo — posso dire che la Tercas è salva grazie all'intervento delle Fondazioni, del fondo interbancario e del partner industriale Banca Popolare di Bari. Da parte di quest’ultima non c’è stato alcun blitz. I problemi che attengono alla governance sono importanti, ma secondari rispetto a una dissennata amministrazione che ha portato a una liquidazione coatta amministrativa. Due giorni fa — ha concluso Chiodi — la Tercas era in pericolo, oggi da quel provvedimento è salva”. Da Bari, al momento non è trapelato nulla sull’operazione ma l’autorevolezza della fonte fa però pensare che il deal, se non definito nei dettagli, sia comunque ben delineato. Dalle parole di Chiodi si desume che la Banca Popolare di Bari è stata chiamata al salvataggio dell’istituto abruzzese che, con la controllata Caripe, è presente in cinque regioni con 165 sportelli e 1.200 dipendenti per una raccolta totale di 6 miliardi e impieghi per oltre 4. Numeri che si fronteggiano con quelli della Popolare di Bari: 253 sportelli, raccolta di 10,5 miliardi, impieghi per 6 con 2.200 dipendenti distribuiti in 12 regioni che ben si integrerebbero con i presìdi di Tercas in Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna, Lazio e Molise. La Banca Tercas — controllata al 65% dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo e per il restante 35% da azionisti privati — è commissariata dalla Banca d’Italia dal maggio del 2012 per “gravi irregolarità e violazioni normative”.

Alla Banca Popolare di Bari le risorse per l’operazione — sarebbe la 20esima acquisizione dal 1989 — non dovrebbero mancare. Tra l’altro, è già in cantiere un aumento di capitale fino a 150 milioni di euro per l’inizio del 2014 dopo quello dello scorso mese di febbraio da 280 milioni.