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Puglia, il Reddito di Dignità diventa legge: il consiglio regionale approva a maggioranza. Emiliano: 'Un grande successo'

Trenta i voti favorevoli, nove i contrari

Pubblicato in Sviluppo il 01/03/2016 da Redazione
Fonte foto: Statoquotidiano.it

Con 30 voti favorevoli e 9 contrari il Consiglio regionale ha approvato il Reddito di Dignità in. Con questa iniziativa legislativa la Regione Puglia promuove politiche di inclusione sociale attiva attraverso un sistema integrato di interventi e servizi negli ambiti sociosanitario, delle politiche attive del lavoro, formazione, diritto allo studio e casa.
 
 Il Reddito di Dignità è una misura di integrazione del reddito, considerata come strumento di contrasto alla povertà assoluta e un programma di inserimento sociale e lavorativo in cui l’indennità economica è accompagnata da un patto di inclusione sociale attiva che il nucleo familiare beneficiario, attraverso un suo componente, stipula con i servizi sociali locali, il cui rispetto è condizione per la fruizione del beneficio.

 
Il patto è differenziato a seconda delle caratteristiche individuali e finalizzato alla presa in carico complessiva del nucleo familiare.
Il ReD mira a fornire i mezzi sufficienti per una vita dignitosa e a favorire l’inclusione lavorativa e sociale delle persone e delle famiglie in condizione di povertà.
 
Possono accedere al Reddito di Dignità regionale, tutte le persone e le famiglie residenti in Puglia da almeno dodici mesi dalla data di presentazione della istanza che si trovino in una condizione di fragilità e vulnerabilità socioeconomica e che siano disponibili a sottoscrivere il patto individuale di inclusione sociale attiva.
 
Accedono, inoltre, i cittadini comunitari ovvero i cittadini stranieri che possano dimostrare di avere la propria residenza, ovvero il luogo in cui hanno la dimora abituale in uno dei Comuni pugliesi da almeno dodici mesi.
 
“Oggi si conclude un percorso con un indubitabile successo della Puglia – ha dichiarato il governatore Michele Emiliano - Un successo che rivendico come presidente della regione.  Quando accade qualcosa di buono è necessario che almeno noi stessi lo riconosciamo.  Introducendo il Reddito di Dignità siamo i primi a realizzare in Italia un sistema presente da decenni in tutta Europa.  E quando si arriva a fare qualcosa degna di un paese europeo dobbiamo essere contenti e non scadere nelle piccole polemiche del quotidiano. Siamo i primi a fare un gesto di amore per il prossimo trasformato in una vera e propria legge regionale, che non è assistenza, ma riscatto”.

 

“Si chiama ReD, reddito di dignità – ha concluso - perché la dignità degli uomini è l’unico scopo che possiamo perseguire in quest’aula. Lo scopo del gioco è la tutela della dignità di coloro che stanno fuori da quest’aula”.

 



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