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Bari, la denuncia del collettivo 'Ex caserma liberata': 'Aula negata per un'iniziativa sugli attacchi alla città curda di Afrin'

I ragazzi hanno un presidio di solidarietà con i popoli del Rojava in piazza Cesare Battisti

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 30/03/2018 da Redazione

Il rettore dell’Università di Bari avrebbe vietato la concessione di un’aula dell’Università per lo svolgimento di un’iniziativa sull’invasione ai danni della federazione dei popoli del nord della Siria. La denuncia arriva dai ragazzi del collettivo “Ex caserma liberata” che avevano organizzato l’evento.

“Quando ci siamo recati in Ateneo per un chiarimento – si legge in una nota diffusa dal collettivo - ci è stato specificato che uno studente di medicina di nazionalità turca aveva segnalato ad un suo professore e al consolato turco questa iniziativa e quindi, su pressione del docente (o del consolato?), l’università aveva deciso di negare l’aula. Avvenimenti che hanno comportato anche il coinvolgimento della Digos di Bari”.

“Vogliamo sapere chi sia il mandante politico del rigetto dell’autorizzazione – conclude il comunicato -. Il Rettore, su pressione di uno o più professori, così preoccupati dalla verità su un conflitto tanto sanguinoso da appoggiare le richieste di uno studente turco, o il ministero dell’istruzione su pressione del Consolato turco? Come è possibile che uno stato estero imponga ad un ministero e all’università pubblica il diniego di concessione di un’aula? Che interessi ci sono dietro queste pressioni? Qual è il ruolo della DIGOS e quindi del Ministero degli Interni in questa vicenda? Come mai iniziative del genere si sono già tenute in altre università italiane, ma non possono avvenire all’Uniba?
Il rettore ha dovuto appellarsi addirittura all’art. 2 del “Regolamento per la concessione in uso di aule e spazi”, che vieta l’utilizzo di aule dell’università per iniziative politiche, per negarci l’aula. Peccato che fino ad ora nessuna iniziativa a carattere politico abbia ricevuto un tale discrimine. Quali sono allora le caratteristiche rendono un’iniziativa politicamente “accettabile”? Qual è il ruolo di un’istituzione di formazione quale l’università: un luogo politico, una fucina di idee e di confronto o un campo di battaglia, in cui censura e omertà fanno da padrone? Perchè il rettore non si è opposto a queste interferenze?”.

Mercoledì 4 aprile alle ore 10 gli studenti saranno in piazza Cesare Battisti per un presidio di solidarietà con i popoli del Rojava e di denuncia nei confronti del clima di repressione ideologica nell’università di Bari.