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'Bambini maestri di bambini', Coca Cola sceglie il progetto barese tra i 10 più rappresentativi in Italia

I piccoli potranno scambiarsi la conoscenza dei rispettivi idiomi permettendo l’avvicinarsi di storie, tradizioni, linguaggi. Come partecipare alla campagna di crownfounding

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro Istruzione il 28/12/2016 da Giuseppe Bellino

Fare integrazione attraverso il gioco. È l’obiettivo di ‘Bambini maestri di bambini’, il progetto organizzato dagli Stati Generali delle Donne e il Rotary Club Bitonto Terre dell’Olio in collaborazione con Coca Cola C10.
L’iniziativa è rivolta ai bambini residenti a Bari e quelli che sono arrivati, tra mille difficoltà e pericoli, da terre lontane. Attraverso il gioco, i piccoli potranno scambiarsi la conoscenza dei rispettivi idiomi permettendo l’avvicinarsi di storie, costumi, linguaggi e tradizioni. 
Gli adulti parteciperanno al progetto come tutor e supporter di tutte le azioni che saranno messe in campo. In quest’ottica di interscambio gli adulti non solo sono garanti dei giusti tempi e spazi, ma diventano portatori anche loro di azioni innovative con la possibilità di creare lavori nuovi che assicurino la giusta dignità per tutti.
“Tutto è nato dal progetto C10 di Coca Cola che tocca dieci capoluoghi di regione – spiega ai nostri microfoni Carmela Mastrovito di Stati Generali delle Donne –,  abbiamo deciso di aderire perché questa iniziativa ha come finalità l’inclusione sociale. Ci piace pensare che i bambini possano diventare maestri di sé stessi, mescolando così i costumi e le loro storie. Partiamo dai più piccoli per far sì che l’inclusione sia facilitata anche tra gli adulti, in particolare attraverso i genitori”.
La raccolta fondi, promossa attraverso una campagna di crowdfunding, terminerà nel mese di febbraio. I fondi raccolti saranno trasferiti al Rotary Club di Bitonto e poi agli Stati generali delle donne, soggetto attuatore del progetto.
A partire da maggio 2017 parte già la prima fase con laboratori di condivisione del progetto e programmazione  attraverso sessioni semestrali, strutturate per due pomeriggi a settimana di due ore per ciascun gruppo di 20 bambini (10 italiani e 10 stranieri, su indicazione della locale circoscrizione, per un totale di 60 bambini nei sei giorni lavorativi).
“Abbiamo pensato – aggiunge Carmela Mastrovito - che il progetto vedrà la presenza di tutor e mediatori culturali che favoriscano la conoscenza delle lingue. La fase sperimentale è legata all’individuazione delle figure che affiancheranno i bambini per agevolare il progetto”.
La Casa delle Donne del Mediterraneo sarà il luogo fisico che accoglierà bambini e adulti durante l’iniziativa. I bambini che già sono presenti affronteranno una prima fase sperimentale, probabilmente a partire da Maggio 2017 e una volta definito lo standard più in linea con le loro esigenze, entro massimo Luglio 2017, diventerà un progetto fisso a Casa delle Donne.