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Rsa in Puglia, Perruggini (Welfare a Levante): 'Serve più attenzione verso il fenomeno delle cronicità'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 28/06/2020 da Redazione

 “Condivido lo stimolo al dialogo qualificato sull’argomento che dovrebbe essere tra quelli principali di una agenda di governo ma vedo dall’intervento delle organizzazioni sindacali che non vi è la completa cognizione dei sacrifici, della indispensabile qualità assistenziale offerta e dell’impegno che stanno profondendo migliaia di lavoratori in attività presso le strutture unitamente a centinaia di datori di lavoro in regola che anche in questa fase di emergenza sanitaria stanno dimostrando senso di responsabilità e sacrificio nell’affrontare, a loro esclusive spese, ogni incombenza e obbligo verso i pazienti, le famiglie e i lavoratori”.

Così Antonio Perruggini, presidente dell’Associazione di Categoria “Welfare a Levante” che annovera tra gli iscritti oltre 100 strutture residenziali e diurne attive in Puglia, commentando la nota diffusa dalle organizzazioni sindacali Spi, Fnp e Uilp Puglia.

“Nessun sostegno pubblico si è visto, neppure con un “lanternino”, mentre le strutture pugliesi hanno evitato, a differenza di altre fattispecie in Italia, le tragedie che sappiamo. Meno di 30 decessi per Covid si sono registrati dal mese di marzo. Il dato relativo a 111 decessi nelle RSA pugliesi diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità si riferisce al totale dei decessi anche per altre patologie che purtroppo si verificano sempre – prosegue Perruggini -.Gli amici rappresentanti del mondo sindacale sanno bene che il problema della programmazione socio sanitaria è inefficace da anni e tutto questo non è certo per responsabilità delle RSA o delle Case di Riposo. In Puglia in particolare, vi è stata una programmazione miope e gravemente lacunosa dei reali fabbisogni della popolazione e di conseguenza non vi sono stati provvedimenti adeguati. Di qui anche la conseguenza, stabilita per legge dal 2007 e nel silenzio più assoluto di tutti, relativa alla proliferazione senza programmazione delle strutture”.

“Condivido che oggi con l’emergenza che nessuno si aspettava vanno rivisti alcuni parametri organizzativi in capo alle strutture ma senza ledere l’insostituibile sistema di assistenza nelle residenze che è fondamentale per la tenuta dell’intero sistema di assistenza extra ospedaliera. Oggi sappiamo quali sono le conseguenze del fenomeno “Covid” e pertanto vanno con immediatezza attivate strutture ad hoc presso gli Ospedali in grado sia di gestire eventuali contagi, sia di accogliere preliminarmente anziani e disabili al fine della quarantena necessaria affinchè i pazienti stessi possano accedere presso le strutture in totale sicurezza. Sono favorevolissimo all’Assistenza Domiciliare, ma deve essere adeguata e appropriata perché purtroppo vi sono molte situazioni ove il domicilio diventa il luogo dove vengono ulteriormente aggravate le condizioni del paziente e della sua famiglia poiché il programma di assistenza è insufficiente o peggio inappropriato alle patologie neurodegenerative che quando sono acute necessitano inevitabilmente dell’assistenza in un ambiente qualificato e protetto. Di qui il fondamentale ruolo delle RSA per Anziani e Disabili a supporto dell’esigenza territoriale pubblica”.

“Sarebbe virtuoso unirsi per sostenere questi principi e agire in armonia insieme e ragionevolmente per il bene di tutti – conclude il presidente - ma con grande attenzione e approfondimento verso il fenomeno delle “cronicità” che ci affligge da decenni e che rappresenta solo in Italia per la malattia di Alzheimer (ma vene sono numerose altre), 1 caso ogni dieci minuti ovvero ben 144 nuovi ammalati al giorno. Domani ve ne saranno altrettanti, dopo domani ancora. Quindi con un approfondimento qualificato e consapevole delle esigenze del territorio sono convinto che si possa condividere la necessità di essere concretamente propositivi anche in questa fase ove il settore dell’assistenza residenziale deve essere integrato per la risorsa che rappresenta nel panorama dell’assistenza per la reale importanza dei servizi pubblici offerti in favore dei pazienti, delle famiglie e dei lavoratori che nelle attività profit e no profit trovano un sicuro sostegno sociale e economico. Spero che questo governo regionale possa rifarsi nella prossima legislatura e spero al tempo stesso che lo faccia anche un altro governo qualora i cittadini, attenti osservatori di quanto avviene da anni, si esprimano diversamente”.