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Tecnopolo pugliese, partono le attività di ricerca e cliniche. Emiliano: 'Oggi comincia il futuro della medicina in Puglia'

Il progetto è nato dalla collaborazione tra l'istituto di nanotecnologia del Cnr, l'lstituto tumori di Bari e il Centro di malattie neurodegenerative e dell'invecchiamento cerebrale dell'Università di Bari

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro Salute il 27/11/2018 da Redazione

Siglato questa mattina presso la Casa della Partecipazione della Regione Puglia (Fiera del Levante a Bari) l'accordo tra Regione Puglia, Consiglio nazionale delle ricerche, Irccs 'Giovanni Paolo II' di Bari e Università di Bari per l'avvio della seconda fase del Tecnopolo per la Medicina di Precisione.

 

Nato dalla collaborazione tra l'istituto di nanotecnologia del Cnr, l'lstituto tumori di Bari e il Centro di malattie neurodegenerative e dell'invecchiamento cerebrale dell'Università di Bari presso l'Ospedale 'G. Panico' di Tricase, il Tecnopolo mira a dare impulso alla ricerca traslazionale (la ricerca cioè che indica il trasferimento dei risultati delle ricerche sperimentali alle applicazioni) nel settore della medicina di precisione mediante approcci innovativi basati sulle nanotecnologie. L'investimento complessivo è di 37 milioni di euro, di cui 28 milioni di euro per sei anni a carico della Regione Puglia (per la maggior parte a valere sul bilancio autonomo) e 9 milioni di euro a carico del CNR.

 

"Oggi firmiamo il più importante accordo tra regioni e scienza che ci sia attualmente in Italia. Su questi siamo arrivati primi – ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo questa mattina alla presentazione alla stampa del Tecnopolo – noi stiamo facendo, in piccolo, quello che avrebbe dovuto fare Milano, nell'area Expo, e che speriamo ancora lo faccia. Stiamo andando verso la medicina personalizzata e verso la medicina predittiva. La medicina personalizzata – ha spiegato il Presidente - significa che non si costruiscono più i protocolli di cura su un paziente medio, che in realtà non esiste, ma si costruisce il protocollo terapeutico sulle specifiche esigenze di un paziente con un nome e un cognome e una storia clinica. La medicina predittiva è qualche cosa di ancora più interessante, cominciare cioè a valutare, attraverso ricerche con metodologie diverse, i fattori eziologici che sono propri dell'individuo ma anche dell'ambiente e capire in che maniera affrontare nel tempo l'evoluzione di eventuali patologie".

 

Per il Presidente Emiliano "il potenziamento della rete sanitaria mediante l'interconnessione con le strutture di ricerca d'eccellenza attive sul territorio è una linea prioritaria della Regione Puglia nella lotta contro i tumori e le malattie neurodegenerative, la cui prevalenza e rilevanza è destinata ad aumentare a causa degli stili di vita e dell'invecchiamento della popolazione".

 

"Oggi comincia il futuro della medicina con riferimento alle malattie neurologiche e a quelle tumorali – ha concluso Emiliano – è una ricerca che ha coinvolto tutti gli attori principali pugliesi, e questo è merito della comunità scientifica che ha saputo raccordarsi. Sono stati particolarmente bravi a trovare, anche dal punto di vista politico, un giusto accordo tra di loro e di questo non posso che ringraziarli".  

 

"Si costituisce un centro di eccellenza qui nel Sud, in Puglia - ha affermato il presidente del CNR, Massimo Inguscio – il Centro Nazionale ricerche continuerà ad investire nella costituzione di infrastrutture di altissimo livello e in politiche di reclutamento, capaci di competere a livello internazionale, di attrarre ricercatori italiani e stranieri, di incentivare il rientro di cervelli italiani dall'estero, di contribuire a sviluppare e rafforzare la presenza di aree geografiche virtuose e attrattive anche nel Sud d'Italia".

 

"Il CNR – ha concluso Inguscio – ha un ruolo chiave di pianificazione della ricerca per aree strategiche, di ente aggregativo e sinergico con le istituzioni nazionali, con il Miur e Confindustria, e con le eccellenze locali come la Regione Puglia, l'Istituto di nanotecnologia del Cnr, l'Università di Bari, l'Istituto tumori di Bari e il Centro di malattie neurodegenerative e dell'invecchiamento cerebrale (Cmndg), l'Irccs 'Giovanni Paolo II'". Questa che stiamo avviando oggi è una supercollaborazione".

 La prima fase dell'implementazione del Tecnopolo, inaugurato lo scorso dicembre presso la sede dell'Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Lecce, ha visto in questi mesi l'avvio dei lavori di realizzazione delle nuove facilities open access: oltre 2.000 m2 di nuovi laboratori per le nanotecnologie applicate alle scienze mediche che saranno operativi entro aprile 2019, al fine di realizzare un riferimento internazionale per ricercatori e aziende attivi nel settore biomedicale e della medicina di precisione. Un'infrastruttura di eccellenza che già conta oltre 10mila m2 di laboratori e 200 ricercatori con profili scientifici interdisciplinari, provenienti da diverse regioni d'Italia e nazioni estere.

 

Tale fase è stata concertata e finanziata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur) e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Con la firma della convenzione odierna, proseguendo il cammino delineato e avviando la fase di reclutamento del personale, mediante bandi di selezione pubblicizzati a livello internazionale di oltre 50 ricercatori e medici presso il Tecnopolo di Lecce e le strutture dell'Università di Bari e dell'Irccs 'Giovanni Paolo II' di Bari, dove verranno condotte le attività cliniche.

 



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