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'International cosmic day 2018' all'Università del Salento: gli studenti alla scoperta dei raggi cosmici

L'iniziativa coinvolgerà 1000 studenti delle scuole superiori di Lecce, Brindisi e Taranto

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 27/11/2018 da Redazione

Anche quest’anno il Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento, con il supporto della sezione di Lecce dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, partecipa all’evento di divulgazione scientifica internazionale dedicato allo studio della radiazione cosmica “International Cosmic Day”. L’evento, in programma giovedì 29 novembre 2018, è organizzato dai più importanti centri di ricerca che operano nell’ambito della Fisica fondamentale: CERN di Ginevra, DESY di Amburgo e FERMILAB di Chicago. Nel corso della giornata, studenti e docenti di circa cento scuole di istruzione superiore di tutto il mondo avranno modo di lavorare assieme come in una vera collaborazione scientifica internazionale.

 

In Italia saranno circa 800 gli studenti degli istituti superiori che in varie città si cimenteranno, con il supporto dei ricercatori, nella scoperta di che cosa sono i raggi cosmici, da dove provengono e come possono essere misurate le particelle che li compongono. È la prima volta che l’Italia partecipa con una presenza così estesa. All’Università del Salento l’appuntamento è alle ore 9 nell’aula “Enrico Fermi” dell’edificio “Aldo Romano” del complesso Ecotekne (via per Monteroni, Lecce). Dopo una breve introduzione alla Fisica dei Raggi Cosmici, circa 100 studenti di istituti superiori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto parteciperanno alla realizzazione di un esperimento didattico attraverso un prototipo di rivelatore, col quale si misurerà il flusso dei raggi cosmici al variare della direzione. Seguirà l’analisi dei risultati, che saranno successivamente confrontati con quelli ottenuti dagli studenti nelle altre istituzioni che partecipano all’iniziativa in tutto il mondo. Il confronto avverrà attraverso una serie di collegamenti in videoconferenza e con lo scambio di brevi relazioni (in formato poster) sulle misure effettuate da ciascuna scuola partecipante.

 

Oggetto dello studio sarà quindi la radiazione cosmica, costituita da un flusso di particelle elementari (principalmente protoni e nuclei atomici, ma anche elettroni, antiprotoni, fotoni e neutrini) che colpiscono continuamente la Terra da tutte le direzioni e con energie che raggiungono anche valori dieci milioni di volte superiori a quelle ottenute con le più potenti macchine acceleratrici come il Large Hadron Collider (LHC) del CERN. Poco si sa ancora sugli “acceleratori naturali” che producono questa radiazione: per esempio esplosioni di supernovae nella nostra galassia o getti relativistici in corrispondenza di buchi neri supermassivi in galassie lontane. 

 



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