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Palagiustizia Bari, il procuratore Volpe: 'Subito una proroga o diventeremo homeless'. Decaro: 'Attendiamo richiesta entro domani'

Il primo cittadino: 'Inail o il Ministero attestino la necessità di ulteriore tempo per lo sgombero'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 27/08/2018 da Redazione

"Se in questi ultimi giorni di agosto il sindaco concedesse la proroga, continueremmo a lavorare in condizioni quasi normali. Altrimenti saremmo presto degli homeless". Lo ha detto il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, intervenendo sulla questione del Palagiustizia di Bari, dichiarato inagibile tre mesi fa e prossimo allo sgombero totale tra qualche giorno. Volpe lo ha detto a margine di una conferenza stampa su due operazioni antimafia relativa alla criminalità foggiana, convocata nell'aula del Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Bari. "Siamo qui - ha spiegato Volpe - perché non è più praticabile l'edificio di via Nazariantz. La Dda di Bari auspica, nell'immediato futuro, di essere messa oggettivamente nelle condizioni di operare, senza soluzione di continuità, in modo da poter raggiungere, anche in tempi ragionevolmente brevi, ulteriori e importanti obiettivi".

"Le parole allarmate del procuratore Volpe sul futuro del Palazzo di Giustizia non sono per noi una sorpresa – dichiara il sindaco di Bari Antonio Decaro -. Abbiamo ascoltato in questi mesi il grido d'allarme giunto da magistrati e avvocati, a conferma di quanto noi abbiamo sostenuto sin dall'inizio. È necessario che l'Inail, proprietario dell'immobile, o il Ministero, che quell'immobile lo occupa, attestino la necessità di ulteriore tempo per lo sgombero.

A quel punto sarà il Comune di Bari ad assumersi la responsabilità, prescritte eventuali misure cautelative, di valutare di concedere ulteriore tempo necessario allo sgombero.

Se non dovesse arrivare una richiesta di proroga entro stasera chiederò al Prefetto di convocare una riunione e sarà il Comune a sostituirsi a tutti e ad assumere le decisioni necessarie. Noi sindaci siamo abituati a prenderci le nostre responsabilità e se serve al bene della comunità anche ad assumere iniziative che non ci competono. L' assenza di una richiesta esplicita da parte di uno dei due soggetti sembrerebbe dire che non ci sono necessità. Invece, questo contrasta con la presenza all'interno di quel palazzo di magistrati, personale di segreteria, fascicoli dei processi e strumenti di lavoro che il Ministero non sa nemmeno dove collocare. È incomprensibile – conclude Decaro - pretendere dai tecnici di un Comune una proroga di termini per lo sgombero di un immobile che era e resta inagibile, senza che nessuno lo chieda manifestandone la necessita".



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