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Puglia, presentati i mediatori interculturali: tre borse di studio per frequentare il corso Cefass

Si concretizzano così le iniziative a favore dei minori stranieri non accompagnati, che in Puglia sono 223 (30 sono ragazze) degli oltre 6mila censiti in Italia al 31 dicembre 2019

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 26/02/2020 da Redazione

È stato presentato all’interno della sede del consiglio regionale il primo elenco sperimentale dei mediatori interculturali pugliesi.  A dare la sua testimonianza è intervenuto anche Salang Deumeni Derick Stephane, ragazzo del Camerun che ha frequentato il corso di mediatore.

Durante la conferenza sono state messe in palio tre borse di studio per migranti 18enni, appena usciti dal percorso di accoglienza: potranno in questo modo diventare mediatori ed accedere all'elenco.  

L'istituzione dell'elenco è il primo obiettivo raggiunto dopo la firma del protocollo d'intesa, firmato il 13 febbraio 2019, tra il Garante dei Diritti dei Minori della Regione Puglia, il CEFASS-Lecce, l'ASL di Lecce, la Procura della Repubblica per i Minori di Lecce, il Tribunale per i Minorenni di Lecce e il Centro Giustizia Minorile di Puglia e Basilicata. Si concretizzano così le iniziative a favore dei minori stranieri non accompagnati, che in Puglia sono 223 (30 sono ragazze) degli oltre 6mila censiti in Italia al 31 dicembre 2019.

Per offrire loro la prima importante assistenza sono fondamentali figure di affiancamento e orientamento, che sappiano facilitare l'interazione di giovani di origini e culture diverse con un ambiente del tutto nuovo, aiutarli ad integrarsi, fare da collegamento con le istituzioni pubbliche. Questa è la funzione del mediatore interculturale, ha spiegato il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, intervenendo alla presentazione del primo elenco sperimentale.

Il Cefass cura la formazione e la gestione dell'elenco dei formati, "tecnici" qualificati in mediazione culturale che potranno rispondere alla richiesta crescente di questa funzione, da parte di aziende, enti e istituzioni.

Si tratta di un'iniziativa "sperimentale", perché cerca di aprire la strada agli assessorati ed alle realtà sociali senza sostituirle, ha precisato Abbaticchio. Per ora è solo un elenco, ma si auspica di poter arrivare ad un albo riconosciuto a livello regionale, ha fatto presente la direttrice del Cefass Anna De Tommaso: "con le competenze acquisite, i nostri allievi potranno inserire i ragazzi assistiti e a loro volta inserirsi lavorativamente nella nostra società".

 

Il Consiglio regionale è un organismo articolato, ha ribadito il presidente Loizzo e che va ben oltre la missione principale, fare leggi. "Proviamo a dare il nostro contributo per cercare di rendere migliore la Puglia e nel complesso delle attività extralegislative, è importante quella dei garanti, che sono diventati punti di riferimento a livello nazionale. Intervengono assiduamente sulle fragilità sociali, in questo caso i minori che sbarcano soli, bisognosi di chi possa affiancarli, parlando la loro lingua, conoscendo la loro cultura e facendo da ponte con la lingua e la cultura de nostro Paese".

A chiudere la conferenza è stato Stephàn con la sua testimonianza: 25 anni, arrivato dal Camerun nel 2015, parla tre lingue e tre dialetti del suo Paese. È stato in varie regioni d'Italia, ora è in Puglia. Ha seguito con profitto il corso per mediatore interculturale promosso in collaborazione tra l'Ufficio del Garante pugliese dei minori e il centro di formazione sociosanitaria Cefass di Lecce e si impegna a sostegno soprattutto dei minori stranieri non accompagnati.

L'elenco, tenuto e gestito dal CEFASS, è visibile sul sito www.cefasslecce.it, servirà anche a chiarire il ruolo e la professionalità del Mediatore Interculturale nei vari ambiti in cui la sua presenza è prevista.