Lunedì, 22 Luglio 2019 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

'Non lasciamoli soli', a Bari nasce lo sportello d'ascolto per supportare famiglie e persone in difficoltà

Il progetto si propone come obiettivo immediato la soluzione di problematiche concrete di persone adulte che vivono una marginalità estrema

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 24/01/2019 da Redazione

Investire sulle relazioni e non far sentire nessuno escluso: sono gli obiettivi del nuovo sportello d'ascolto "Non lasciamoli Soli" attivato presso l'Opera Don Guanella per supportare famiglie e persone anziane in difficoltà.

Le finalità e le specifiche attività del progetto, finanziato con un contributo di diecimila euro dall'assessorato al Welfare ad esito dell'avviso pubblico per la concessione di contributi finalizzati a contrastare le povertà, sono stati illustrati questa mattina a Palazzo di Città dall'assessora al Welfare Francesca Bottalico, dal responsabile del progetto don Tommaso Gigliola, parroco della parrocchia Maria SS. Addolorata - Opera Don Guanella e dal coordinatore Antonio Pedace.

Lo sportello d'ascolto nasce dall'analisi della condizione di disagio e economico e sociale che ha colpito la popolazione residente, anche in quartieri di Bari dove, fino a qualche tempo fa, le famiglie venivano considerate non coinvolte in simili problematiche. Il progetto si propone, perciò, come obiettivo immediato la soluzione di problematiche concrete di persone adulte che vivono una marginalità estrema ma il vero obiettivo, a medio-lungo termine, rimane il recupero ad una vita sociale e relazionale di chi ha bisogno di ritrovare la fiducia negli altri, nella società ma soprattutto in se stesso.

"Questo sportello - ha commentato l'assessora al Welfare Francesca Bottalico - è il frutto di un lungo processo di collaborazione con il mondo del volontariato cattolico e laico, altamente qualificato per compiere missioni delicate. Si tratta di uno degli undici progetti avviati dall'amministrazione comunale, tra i quali, ad esempio le Case di comunità, la Casa dei Bambini e delle Bambine o ancora la Casa delle Culture, finanziati complessivamente dall'assessorato al Welfare con 330 mila euro nell'ultimo anno e mezzo. L'idea portante è quella di investire e valorizzare, accanto ai servizi già attivi, le tante buone pratiche realizzate quotidianamente dai volontari, dalle realtà parrocchiali e dai semplici cittadini, e costruire così nuove esperienze di ascolto, di affiancamento e di prossimità. Il nostro obiettivo è quello di creare una rete più ampia e diffusa possibile partendo dai quartieri cittadini e dalle parrocchie, che rappresentano delle 'antenne' sul territorio fondamentali per il lavoro che poi viene sviluppato insieme alle istituzioni. A Bari, oggi, sono diverse le forme di povertà rilevate, tra le quali quella più immediatamente percepita è certamente quella economica. Ma accanto a questa ne abbiamo trovate tante altre: c'è la storia delle persone, ci sono i dolori e le sofferenze che si trasformano in vere e proprie patologie perché non sufficientemente elaborate. E, soprattutto, esiste l'isolamento degli individui, donne o anziani, persino ragazzi e adolescenti. Noi seguiremo queste situazioni particolari, ad esempio persone che escono dal ciclo produttivo e dalla vita attiva o persone separate, investendo sulle loro relazioni, per 'non lasciarle sole', per non far sentire nessuno escluso e ridare speranza: orientarli, guidarli e assisterli psicologicamente e spiritualmente per consentire loro di assorbire e superare i passaggi più delicati della loro esistenza".

"L'opera Don Guanella - ha sottolineato don Tommaso Gigliola – è sempre stata sensibile ai problemi di povertà e di marginalità che affliggono la nostra comunità, ancora di più perché don Luigi Guanella è il 'santo della carità', che ci lasciato il messaggio dell'importanza di promuovere l'umanità delle persone. Per questo abbiamo aderito con entusiasmo alla proposta del Comune di Bari di partecipare a un progetto che andasse incontro alla marginalità. Inoltre, abbiamo riflettuto sul fatto che sul nostro territorio, il Municipio II, esistono situazioni di 'povertà emergente' che dipendono direttamente dalla solitudine: una condizione trasversale a molte categorie sociali, e che colpisce soprattutto gli anziani, ma non solo: alla nostra parrocchia si rivolgono ogni giorno adulti soli, famiglie senza punti di riferimento, persone che hanno perso il lavoro o si sono separate. Sono tutte situazioni critiche, che non si possono mai affrontare da soli. Quindi abbiamo deciso di dare un contributo attraverso i nostri volontari, che in un primo momento si metteranno all'ascolto delle varie situazioni, poi verranno affiancati da operatori professionisti che indirizzeranno le persone alla soluzione dei problemi. La cosa bella è che in questo progetto è coinvolta l'intera nostra comunità parrocchiale, che si è mostrata quanto mai sensibile e attenta".

Lo sportello d'ascolto, aperto dal 22 gennaio 2019, si avvale del lavoro gratuito di cinque operatori volontari che svolgono l'attività di accoglienza, segreteria e front office, e della consulenza professionale di avvocati, medici, commercialisti, psicologi, assistenti sociali, esperti di previdenza e mediatori familiari, che mettono a disposizione la competenza ed il supporto umano.



loading...