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Una community library e il Polo del Dipartimento di Economia: giornata di inaugurazioni all'Università di Foggia

L’intervento si inserisce nel contesto accademico foggiano, ma ha l’ambizione di rendere fruibili a tutta la comunità testi e servizi

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 22/07/2019 da Redazione

 

“Foggia ha un intenso desiderio di emancipazione e di far vedere quello che vale. Ha una energia che quando si incanala in storie positive raggiunge risultati straordinari. L’università è una di queste storie positive e la regione Puglia tenta di fare in modo che colga tutte le possibilità che il merito e il destino le offrono. Le università, come la scuola e le biblioteche sono quei luoghi dove il destino può essere cambiato, dove si recuperano gli errori, si fanno scoperte, si individua il proprio talento. Stiamo facendo un grandissimo investimento sull’università e in particolare stiamo investendo sulla facoltà di Medicina e sul Policlinico di Foggia”. 

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano oggi a Foggia nel corso della doppia inaugurazione all’Università della nuova Biblioteca di Comunità (Sala Lettura) e del Polo del Dipartimento Economia realizzato in un plesso di proprietà della Regione Puglia.  Questa è la settima Biblioteca di Comunità che si inaugura e gode di un finanziamento di 1,61 milioni di euro.  Sono 124 gli interventi previsti in tutta la Puglia, tra scuole, comuni, enti locali, Università e associazioni, con un investimento complessivo di 120 milioni di euro: il più rilevante investimento in infrastrutturazione culturale mai avvenuto nella regione.

L’intervento si inserisce nel contesto accademico foggiano, ma ha l’ambizione di rendere fruibili a tutta la comunità testi e servizi. Ecco perché i bisogni principali sono quelli di adeguare gli spazi per accogliere un numero elevato di cittadini e per offrire servizi ai soggetti più svantaggiati come i non vedenti.  L’Università di Foggia, con il suo Sistema bibliotecario sta dimostrando, da circa un decennio, di avere una vocazione naturale alla cooperazione e all’offerta di servizi innovativi per garantire una fruizione più semplice ed organizzata. Una vocazione, dunque, ad essere una vera “Community Library”. 

La mission di questo progetto è quella di potenziare l’apertura, non solo al mondo accademico ma a tutta la cittadinanza foggiana, delle cosiddette “Oasi” della conoscenza, ovvero “Open Access” costituiti da reti di cooperazione bibliotecaria (SBN, NILDE per lo scambio di documenti) che possano raccogliere il contributo di studenti, studiosi di tutto il mondo, soggetti svantaggiati, professionisti.  Si prevede anche un intervento di musealizzazione all’interno dell’ex palestra Gil di una tomba di epoca neolitica, rinvenuta con gli scavi, che permetterà di offrire un servizio di visite guidate.

“Dedico questa giornata ad Andrea Camilleri e a tutto ciò che ci ha regalato in questi anni. La Puglia anche prendendo insegnamento dai grandi scrittori meridionalisti sta investendo più che qualunque altra regione italiana nelle biblioteche di comunità, luoghi dove si legge, ci si ritrova e dove si esprime l’identità di un territorio attraverso delle scelte culturali. I 120 milioni di euro che abbiamo investito nelle Community Library - ha aggiunto Emiliano - sono per noi un modo per rendere i pugliesi ancora più straordinari. Noi siamo già un popolo incredibile che è riuscito dal nulla, con scarse risorse naturali, senza acqua, a mettere in piedi una delle regioni più attrattive del mondo, come dimostrano gli investimenti industriali e turistici che stiamo mettendo a segno. Ma è evidente che per essere attrattivi bisogna parlare con le persone e avere qualcosa da dire; e non c’è niente di meglio, se vuoi avere qualcosa da dire, che leggere e studiare”.

“Ho apprezzato la scelta di dedicare il nuovo Polo all’on. Francesco Cafarelli - ha concluso Emiliano - perché alle volte le persone perbene che si sono date da fare senza chiedere nulla in cambio vengono lentamente dimenticate o addirittura osteggiate nel corso della loro esistenza.  Mentre bisogna ricordare chi ha agito sempre secondo le regole, sia quelle giuridiche che della condivisione, valutando le questioni in base al merito e al bene comune e non in base al personale interesse”.

 



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