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Cedolare secca sugli affitti 2021: cos'è, come funziona e quando conviene

Alcune utili informazioni per saperne di più

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 21/09/2021 da Teresa Salerno

Il settore immobiliare è in continua evoluzione e le disposizioni di legge che lo normano sono in aggiornamento ogni anno per rispondere alle sempre maggiori richieste da parte del mercato e dell’andamento economico. Di grande interesse negli ultimi mesi la Legge di Bilancio per il 2021 che ha introdotto alcune novità soprattutto riguardo gli affitti brevi e di conseguenza anche sulla cedolare secca. Proviamo a fare un passo indietro e a fare chiarezza in merito prima di scendere nel dettaglio degli sviluppi normativi.

Quando ci si riferisce alla cedolare secca non si tratta altro che di un regime di tassazione sostitutivo relativa all'Irpef che garantisce l’esenzione dall'imposta di registro e dall'imposta di bollo che sono generalmente associate ai contratti di locazione standard. È applicabile quando il contratto di locazione è stipulato tra persone fisiche e in riferimento unicamente ad immobili destinati ad uso abitativo.  Esistono due aliquote, al 10% (canone concordato) o al 21% (canone libero), che possono essere applicate in base alle caratteristiche specifiche del contratto di affitto pattuito nonché alla zona di ubicazione della casa.

La cedolare secca sugli affitti è un regime contrattuale nato per poter arginare il fenomeno degli affitti in nero. Come possiamo leggere nella pagina dedicata all’approfondimento del tema di Dove.it, agenzia immobiliare nata nel 2018 per unire domanda e offerta del mercato immobiliare nazionale legato alla compravendita, questa formula può essere scelta dal proprietario dell’immobile o anche dal titolare di diritto reale di godimento, ad esempio l’usufruttuario. Gli immobili a cui è possibile usare questa formula rispondono alle categorie catastali da A/1 a A/11 (con esclusione della categoria A/10 pari a uffici e studi privati).

La cedolare non può essere applicata in modo automatico ma è invece un’opzione che può essere richiesta solo al momento della registrazione del contratto rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate per la compilazione del modulo RLI. In alternativa, quando l’opzione non è applicata all’inizio, la registrazione del contratto segue le regole ordinarie con il pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo.

Risulta importante sapere che il reddito derivante dalla cedolare secca è escluso dal reddito Irpef complessivo e su di esso non possono essere fatte valere agevolazioni o detrazioni fiscali. Da ciò ne deriva che sarà sconveniente attuare tale formula per chi sa già che dovrà compiere importanti opere di ristrutturazione abitativa, mentre invece chi ha redditi Irpef alti dove è applicabile l’aliquota Irpef più alta (fino al 43%) sarà di estrema convenienza usare questa opzione.

Come anticipato, con la nuova Legge di Bilancio 2021, la cedolare secca sugli affitti brevi – da un minimo di 30 giorni fino ad un massimo di 18 mesi - si applica per un numero massimo di quattro abitazioni altrimenti diventa una forma imprenditoriale.



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