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Edilizia, nel 2018 diminuite le opere incompiute in Puglia: maglia nera per la provincia di Foggia

Il presidente Ance Puglia Bonerba: 'Bene la riduzione di incompiute ma non basta: necessario finanziare il completamento delle opere o risolvere ostacoli burocratici'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 18/07/2019 da Redazione

Erano 41 le opere incompiute in Puglia, iniziate e non ancora terminate, a fine 2018, 22 in meno ma nove nuove rispetto alle 54 di fine 2017, e meno della metà rispetto alle 87 incompiute del 2016. A fronte del calo delle opere incompiute si assiste, però, alla crescita sia del fabbisogno stimato per il completamento dei lavori (+25%, da 58,3 a 72,8 milioni) che dell’investimento pubblico al momento bloccato (+17%, dagli 82,9 milioni di fine 2017 a 97,3 milioni); incremento dovuto all’inserimento nell’elenco dell’anagrafe delle Opere incompiute del Ministero delle Infrastrutture del Palazzo Uffici di Taranto (quasi 37 milioni di euro di cui 26 necessari per il completamento) per il quale, comunque, sono nel frattempo iniziati i lavori di messa in sicurezza (fonte: Anagrafe opere incompiute ministero delle Infrastrutture, rielaborazione Ance Puglia).

Dall’elenco emerge che è sempre la provincia di Foggia quella con più incompiute (16 contro le 24 del 2017); a quota 8 incompiute Lecce (erano 6 nel 2017) e Taranto (erano 9), mentre Bari passa dalle 9 del 2017 alle 6 del 2018 e Brindisi dimezza le incompiute passando da 6 a 3. La BAT è dal 2017 l’unica provincia pugliese che non presenta opere incompiute (erano tre a fine 2016).

“Risolti i problemi che avevano bloccato 22 cantieri, anche grazie all’opera di ricognizione e sollecitazione di ANCE presso le stazioni appaltanti – conferma il presidente di Ance Puglia Nicola Bonerba - i numeri della Puglia, adesso, sono più vicini a quelli delle regioni più virtuose per quanto concerne il completamento delle opere pubbliche. Tuttavia, sono ancora 41 le opere da completare, alcune delle quali bloccate da anni, per le quali chiediamo alle amministrazioni comunali e alle altre stazioni appaltanti di risolvere ostacoli burocratici o di impegnarsi per reperire i finanziamenti necessari alla conclusione dei lavori, ove sia questo il motivo dell’incompiuta”.

“Continueremo – aggiunge Bonerba – la nostra attività di monitoraggio sulle problematiche che bloccano queste opere, tra le quali se ne sono aggiunte due di ambito nazionale, che riguardano la ASL di Lecceche bloccano queste opere, tra le quali se ne sono aggiunte due, di ambito nazionale, che riguardano la ASL di Lecce. Purtroppo, restano sul tappeto i noti problemi legati alla burocrazia e a un codice degli appalti nuovamente rivisitato per il quale stiamo attendendo decreti attuativi. La Puglia ha bisogno che sia alleggerito il peso della burocrazia, soprattutto per quanto riguarda gli iter che dall’aggiudicazione di una gara conducono alla cantierizzazione delle opere, davvero troppo dispendiosi in termini di tempi e risorse”.

Un’opera pubblica viene definita incompiuta quando risulti non completata a causa di mancanza di fondi, per cause tecniche, per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge, fallimento, liquidazione coatta  e concordato preventivo dell'impresa appaltatrice, risoluzione del contratto ai  sensi  degli articoli 135 e 136 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  o di recesso dal contratto  ai  sensi  delle  vigenti  disposizioni  in materia di antimafia e  mancato interesse al completamento  da  parte  della  stazione appaltante, dell'ente aggiudicatore o di altro soggetto aggiudicatore, di cui  all'articolo  3  del  decreto  legislativo  12 aprile 2006 n. 163 (fonte: sito internet Ministero delle infrastrutture).