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'Rione Dementia Friendly', a Bari un orto solidale e nuovi progetti per sostenere i malati di Alzheimer

I rappresentanti degli ordini professionali coinvolti hanno assicurato il supporto di medici, di farmacisti e psicologi di Bari all'iniziativa

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 15/03/2019 da Redazione

È stato presentato a Bari il progetto pilota "Rione Dementia Friendly", promosso dall'associazione Alzheimer Bari ONLUS e dal Municipio II con l'obiettivo di offrire sostegno e sollievo ai pazienti e ai loro familiari.

Il progetto, per il quale è stato sottoscritto un protocollo d'intesa nello scorso mese di dicembre, intende ridurre il più possibile gli ostacoli che i pazienti affetti da Alzheimer incontrano nel muoversi in città e accedere a tutta una serie di servizi e per questo prevede attività di informazione e formazione sull'Alzheimer nei confronti di quanti che svolgono attività di interesse pubblico o che per lavoro possono entrare in contatto con i malati o i loro familiari, in un momento di difficoltà.

L'Alzheimer è una patologia neurodegenerativa che colpisce inizialmente la memoria sino a rendere, negli ultimi stadi, chi ne è affetto incapace di badare a se stesso nei più elementari bisogni quotidiani. Nel mondo si diagnostica un caso di Alzheimer ogni 3 secondi. I malati e i loro familiari spesso si ritrovano da soli a fronteggiare il dramma: in Puglia sono stimati oltre 70 mila casi. L'Alzheimer, pur riconosciuto come malattia sociosanitaria, non gode di alcun sostegno pubblico se non nei casi di estrema indigenza dei pazienti.


"L'amministrazione - ha detto l’assessora Paola Romano - è ben felice di appoggiare questa iniziativa che favorisce la formazione di un'alleanza tra le generazioni: il primo passo è stato infatti diffondere la conoscenza della malattia in alcune scuole, tra le quali la Massari-Galilei. Agli studenti del quartiere saranno perciò forniti gli strumenti necessari per conoscere meglio l'Alzheimer, in modo che possano allearsi con le persone più grandi per non lasciarle sole. L'adesione del Municipio II a questo progetto è importante perché qui vi è un tasso di longevità maggiore rispetto ad altre zone della città, anche se mi auguro che il progetto possa estendersi presto a tutto il territorio cittadino. È fondamentale favorire e sostenere la creazione di una rete protettiva intorno alla persona che si ammala, formata da istituzioni e da tante realtà private diverse tra loro: un esempio è quello del negoziante che istruisce il commesso su come ascoltare e interloquire correttamente con un cliente che soffre di Alzheimer. È importante che queste persone, ovunque vadano in città, si sentano sempre a casa. Il mio augurio è che i più giovani trovino il coraggio di abbracciare battaglie solidali come quella del sostegno alle persone che soffrono di Alzheimer una questione della quale la politica deve farsi carico".


"Ringrazio il Municipio II perché grazie al loro sostegno siamo riusciti a sensibilizzare i quartieri di Picone e Poggiofranco - ha spiegato Pietro Schino, presidente dell’associazione Alzheimer Bari -. Il progetto "Rione Dementia Friendly" si sostanzia nel cercare diminuire al massimo gli "ostacoli relazionali" e le difficoltà che un paziente incontra nell'accedere a tutta una serie di servizi e nel far conoscere i problemi che l'insorgere della malattia crea, tanto ai malati quanto alle loro famiglie". Schino ha poi sottolineato che l'Alzheimer è una malattia in aumento che crea alti costi economici e sociali: si parla di oltre ottomila malati solo nell'area metropolitana di Bari. I servizi disponibili non sono sufficienti e quasi mai adeguati, ed è per questo che ancora più importate sostenere i progetti di auto-mutuo-aiuto per le famiglie".

A breve presso Ortodomingo partirà un corso di formazione per l'avvio di un orto solidale rivolto ai malati, mentre se n'è concluso un altro dedicato ai dipendenti dei supermercati Spesapiù 365. I rappresentanti degli ordini professionali coinvolti hanno assicurato il supporto di medici, di farmacisti e psicologi di Bari all'iniziativa.

Numerose sono state le testimonianze dei familiari delle persone malate che hanno raccontato le difficoltà che si trovano ad affrontare quotidianamente, dall'utilizzo dei mezzi pubblici non dotati di piattaforme per l'accesso facilitato alla mancanza di fondi a sostegno delle iniziative.  

 



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