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Privacy, a Bari un convegno per spiegare il nuovo regolamento UE: 'Trovare equilibrio tra gestione dati e identità della persona'

Presente Antonello Soro, presidente dell'Autorità garante della privacy: 'Indicate al legislatore delle modifiche indispensabili” perché la sicurezza “è un bene prezioso per tutti'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 15/01/2018 da Redazione

Questa mattina il teatro Petruzzelli di Bari ha ospitato il convegno sul tema "Nuovo regolamento UE in materia di protezione dei dati personali. Sviluppi e impatti per i soggetti pubblici: il garante incontra la pubblica amministrazione", L'evento, organizzato dalla segreteria generale della Presidenza della Regione Puglia in collaborazione con l'Autorità Garante per la Protezione dei dati, è finalizzato a presentare il nuovo Regolamento (UE) 2016/679 "Regolamento generale in materia di protezione dei dati", che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio e accompagnare il processo di adeguamento dei soggetti interessati alle nuove norme.

Il presidente della Autorità Garante della privacy, Antonello Soro, ha spiegato che sono state indicate in più circostanze al legislatore “delle modifiche indispensabili” perché la sicurezza “è un bene prezioso per tutti”. Ma la sicurezza “che comprime la libertà è una cessione, una rinuncia, una sconfitta rispetto anche alla minaccia terroristica”.

"Noi - ha aggiunto - pensiamo esista il principio della proporzionalità. Lo pensiamo noi ma soprattutto lo ha sancito ripetutamente la Corte di Giustizia europea, annullando tutte le misure contrarie che gli Stati dell'Unione hanno fatto in passato".

“Il regolamento UE dei dati personali – ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano - è un provvedimento emesso dall’Unione europea che ha valore di legge e che entra direttamente nell’ordinamento giuridico italiano”. 

“Provvedimenti come questo - ha proseguito - necessitano di una immediata esplicazione e la circostanza che il Garante, che è il soggetto che deve sorvegliare sull’applicazione di queste regole, si esponga come qui oggi è un fatto enormemente innovativo. Sappiamo che l’Autorità garante è un soggetto permanentemente collaborativo, che prende atto dei limiti del sistema e viene a spiegarli”. 

“I dati di cui disponiamo – con i sistemi informatici – sono di straordinario valore dal punto di vista scientifico, ma bisogna conciliarli con gli articoli del Regolamento generale sulla loro protezione. Articoli nei quali si raccomanda di fare ogni sforzo possibile per ottenere il consenso da parte del soggetto che li ha prodotti”. 

“Trovare il punto di equilibrio è un problema assai rilevante, perché se disponessimo permanentemente, nell’epoca dei big data, della possibilità di esaminare ogni tipo di informazione, occorre però tutelare l’identità della persona”. 


"Il compito di noi amministratori, nella delicata partita della privacy - ha aggiunto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro - è quello di trovare un punto di equilibrio tra il legislatore che fa le norme e chi, come noi sindaci, le traduce in sistemi di garanzia e tutela dei cittadini relativamente ai molti dati personali che trattiamo. Un equilibrio tra le esigenze di chi possiede le informazioni e di chi ha diritto legittimo alla riservatezza.

“Oggi, ad esempio – ha continuato il primo cittadino - abbiamo un'esigenza fondamentale, che è quella di evitare che i cittadini si trasformino in bersagli umani per le aziende che utilizzano i moderni strumenti per mirare meglio la loro azione di marketing, penso al telemarketing, alla profilazione, agli annunci mirati. Dobbiamo difendere il diritto dei cittadini a non essere tormentati dalle telefonate, dallo spamming via mail, dal monitoraggio continuo rispetto ai propri gusti e ai propri consumi o stili di vita”.

“E ancora una volta – ha concluso Decaro - dobbiamo interrogarci sui soggetti più fragili che rischiano di pagare le conseguenze più amare di questa deregolamentazione, per esempio il cyber bullismo e la fragilità dell'identità degli adolescenti che si misurano con una sorta di realtà aumentata che può davvero essere pericolosa. Ecco, credo sia questa la sfida più importante che le istituzioni devono affrontare oggi: proteggere non solo i dati personali ma le persone in carne e ossa da un mercimonio di nomi, cognomi e date di nascita, senza però fare passi indietro rispetto a quella sacrosanta battaglia che per decenni abbiamo combattuto sui processi trasparenti e sull'accesso alle informazioni che ci permette di acquisire coscienza critica e di controllare quello che accade intorno a noi”.



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