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Fiera del Levante, un viaggio nella Galleria delle Nazioni: ecco il padiglione più amato dai baresi

In vendita prodotti tipici provenienti da India, Egitto, Pakistan, Siria, Madagascar e non solo

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 14/09/2018 da Redazione

La Galleria delle Nazioni nella Campionaria è stato negli ultimi anni uno spazio sovversivo. Migliaia di visitatori continuano ad aspettare settembre per affollare quei padiglioni straripanti di merci, provando il piacere di vedere, toccare, odorare, contrattare, comprare e mettere in buste non griffate. Da tempo, la vecchia galleria la stanno ristrutturando e gli espositori internazionali sono stati sistemati nello spazio 11, più funzionale ma molto meno intrigante.

Anche quest’anno, varcando la soglia si ripresenta una sensazione già conosciuta. Un intenso odore di incenso annuncia che state per fare un’escursione in uno scenario contrario alla ‘direzione futuro’. Le botteghe che hanno merce indiana sono insertate in due corridoi che straripano di giacche multicolori, sciarpe di seta, copriletti fantastici, maglie di cashmere, borse artigianali, aromi, anelli, bracciali, tessuti.

Dall’India provengono tutto quel che vogliono i cercatori più affamati di oggetti unici. E non bisogna tentare aste al ribasso perché i prezzi sono di impressionante convenienza. L’Egitto ha delle bellissime scatole di madreperla del Mar Rosso nelle quali si possono custodire i bracciali, le collane e le spille semipreziose che vengono dalla Russia. Dal Pakistan è facile scegliere una lampada molto apprezzata dal pubblico, con una colorazione tutta sua che fuoriesce dalle pietre di sale.

Il Nepal ci attira con i giubbini antifreddo che in quella terra sono fondamentali per contemplare l’Himalaya.

 

La Siria martoriata dalla guerra civile si presenta con graziosi merletti, il Madagascar è tutto nei suoi minerali, per una teiera è meglio rivolgersi alla Gran Bretagna e il miglior regalo ai vecchi genitori che a casa si lamentano dei dolori reumatici è sicuramente il sacchetto termico brevettato in Spagna. Ma per i canoni estetici dell’Occidente un gran divertimento è comprare la roba kitsch; ebbene anche per questa esigenza la Galleria delle Nazioni è fantastica: Le t-shirt russe con il faccione di Putin stampato in varie pose auliche, le cravatte cinesi con gli strumenti musicali stampati che se indossate in un tg provocherebbero il licenziamento del giornalista e il cosmetico naturale più famoso dell’ Africa, il Burro di Karitè che vi fa diventare la pelle simile a quella di Zeudi Araya. Nella Galleria delle Nazioni l’offerta delle merci è molto più orientata ai piacere delle donne. Nello stand dell’Argentina si vendono orecchini di tendenza per i quali non servono buchi, gli egiziani portano gli abiti che brillavano ai tempi di Cesare sul corpo di Cleopatra e su un tavolo non molto grande, con pochi euro, si possono comprare gioielli placcati d’oro che sono fedelissime riproduzioni degli originali presenti nel Museo di Bogotà, massima espressione dell’arte precolombiana; il più bello è sicuramente lo sciamano, Dio della salute. 



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