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Grandi opere, è tempo di ripartire con Progetto Italia

Il progetto punta a far nascere un nuovo grande gruppo delle infrastrutture in grado di far ripartire il comparto delle costruzioni italiane

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 13/08/2019 da Teresa Salerno

Risale a pochi giorni fa l’annuncio di un’operazione che rivoluzionerà il settore delle costruzioni italiane, ovvero la nascita di Progetto Italiaun’iniziativa promossa da Salini Impregilo S.p.A.

 

L’obiettivo è quello di creare un gruppo solido e coeso, capace di supportare la rinascita strategica del settore delle grandi opere nel nostro paese, aumentando la competitività delle aziende italiane sul mercato internazionale. 

 

Il progetto punta a far nascere un nuovo grande gruppo delle infrastrutture in grado di far ripartire il comparto delle costruzioni italiane e di competere con i grandi player internazionali, così da cogliere le migliori opportunità sui mercati globali. Un progetto concreto di sistema con il supporto di istituzioni e banche, per costruire insieme il futuro.

 

Progetto Italia mira ad unire in un nuovo polo alcune tra le maggiori imprese italiane del settore così da mettere in comune le specializzazioni verticali e competere sul mercato internazionale per tutti quei progetti infrastrutturali che hanno un valore superiore ai 250 milioni di euro (per un totale di 630 mld di € di progetti attesi per i prossimi anni).

 

Ai fini della realizzazione del Progetto Italia Salini Impregilo S.p.A ha sottoscritto due accordi di investimento: il primo con l’azionista di controllo Salini Costruttori S.p.A. e con CDP Equity S.p.A., società controllata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.; il secondo con tre delle principali istituzioni finanziarie italiane. 

 

Questo progetto, che fa parte del più ampio “Piano Industriale”, apporterà così una forte specializzazione in Italia ed una crescita dell'occupazione di italiani in Italia e all’estero. Inoltre si andranno a sbloccare oltre 36 mld di euro di grandi opere del nostro territorio oggi ancora ferme, assicurando la realizzazione delle infrastrutture presenti e future dell'Italia e contribuendo alla crescita del PIL. 



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