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La docente barese Lea Durante è la nuova direttrice del Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani

Il Centro è costituito dalle università di Urbino, Trieste, Cagliari, Cosenza e Bari, che è la capofila e la sede centrale

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 12/07/2019 da Redazione

Antonio Gramsci è l’autore italiano contemporaneo più letto e studiato nel mondo. Per tenere viva la sua conoscenza anche nell’università italiana, che spesso lo ha trascurato, è nato nel 2006 il Centro interuniversitario di ricerca per gli studi gramsciani, fondato su impulso dello studioso Giorgio Baratta. Dopo un lungo periodo di vacanza, in cui si sono succeduti diversi decani, da qualche giorno il Centro  ha votato la sua direttrice: si tratta di Lea Durante, docente di Letteratura italiana presso l’Università di Bari e studiosa di Antonio Gramsci.

Il Centro è costituito dalle università di Urbino, Trieste, Cagliari, Cosenza e Bari, che è la capofila e la sede centrale. Parte integrante del Centro è la International Gramsci society Italia, di cui la professoressa Durante è vicepresidente. Sono circa trenta gli studiosi e le studiose di diverse aree che vi aderiscono: si va dall’antropologia alla storia, dalla pedagogia alla filosofia, dagli studi letterari antichi e moderni alla sociologia, fino al pensiero politico e giuridico, all’anglistica, all’arabistica. E ancora altro arriverà, le iscrizioni sono aperte.  Rappresentanti per le altre sedi sono Fabio Frosini (Urbino), Sergia Adamo (Trieste), Patrizia Manduchi (Cagliari), Fortunato Cacciatore (Cosenza), Guido Liguori (IGS Italia). “Intorno a Gramsci si coagula una riflessione articolata”- ha dichiarato la neo direttrice- “una critica agli specialismi troppo separati. Nello statuto del Centro c’è spazio per un lavoro su molti piani diversi, che possono interessare saperi differenti e metterli in dialogo”.  “Questo Centro è stato capace di funzionare anche senza il suo organigramma”- ha aggiunto Durante-  “realizzando iniziative importanti, grazie alla passione e alla buona volontà di tanti e tante. Adesso è necessaria una fase di maggiore strutturazione, è su questo che voglio impegnarmi, nella massima collegialità possibile. Gramsci è un autore imprescindibile per comprendere il tempo presente, essere attivi sul fronte della sua conoscenza e della conoscenza dei temi che ruotano intorno alla sua figura dentro l’università è un compito utile e necessario.

Fra i partner scientifici del Centro, qui a Bari, è ovviamente la Fondazione Gramsci di Puglia, ma l’intenzione di allargare le relazioni ad altri soggetti è altissima. Il punto di partenza è e resta l’Università, ma subito dopo c’è la scuola, con la quale, del resto, molte iniziative sono già in campo. “Sono sicura che il Rettore Bronzini sarà vicino al Centro e ne sosterrà le attività. I suoi valori culturali di fondo sono quelli che rivengono dalla tradizione gramsciana. Ci siamo abbracciati dopo la sua elezione, ma andrò a parlargli prestissimo di progetti concreti”- dice la direttrice.

Fra i progetti imminenti vi è l’apertura, in autunno, del Fondo Valentino Gerratana, con una giornata dedicata al primo editore critico del Quaderni del carcere. Grazie alla IGS Italia è a Bari la biblioteca che fu dello studioso, sistemata con la collaborazione del Dipartimento DISUM. Con il sostegno della Teca del Mediterraneo sarà ripristinato un premio per tesi di laurea  che è rimasto silente per diversi anni, ma che può essere utile per trovare e incoraggiare giovani studiosi e studiose. 



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