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Università del Salento, dall'alga 'aliena' Caulerpa Cylindracea un aiuto alle terapie chemioterapiche

La scoperta è stata effettuata dai ricercatori dei laboratori di Biochimica e di Zoologia e Biologia Marina dell’Università del Salento

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 12/05/2016 da Redazione

Ripulire il mare dall’alga “aliena” Caulerpa cylindracea potrebbe non solo migliorare lo stato di salute degli ecosistemi marini, ma anche contribuire alla cura di alcune patologie tumorali: è la scoperta dei ricercatori dei laboratori di Biochimica e di Zoologia e Biologia Marina dell’Università del Salento, in collaborazione con l’Università Federico II, il CNR di Pozzuoli e la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

 

«Uno dei grandi problemi che sta minacciando il Mar Mediterraneo», spiega Alessandra Ferramosca, professoressa aggregata di Biochimica Applicata e Diagnostica, «è l’introduzione di nuove specie provenienti da posti molto lontani e con caratteristiche differenti da quelle dei nostri mari. Caulerpa cylindracea, un’alga aliena proveniente dalle coste sudoccidentali australiane, è una di queste specie e sembra aver trovato nel Mar Mediterraneo condizioni particolarmente adatte al proprio sviluppo. Oltre a modificare la struttura degli habitat e la composizione biologica degli ambienti che invade, recenti studi coordinati dal professor Antonio Terlizzi (associato di Zoologia, Università del Salento, ndr) hanno evidenziato che l’alga ha un potente effetto sulle abitudini alimentari di alcune importanti specie ittiche di pregio. Il sarago maggiore, in particolare, sembra esserne diventato particolarmente ghiotto, e il passaggio da una dieta composta da animali e piante a una dieta basata principalmente sull’alga invasiva potrebbe essere la causa del cambiamento delle proprietà organolettiche e della qualità nutrizionale delle carni che stanno minacciando l’economia legata a questa importante risorsa ittica. L’ultima scoperta nei nostri laboratori ha aperto nuovi scenari: ripulire il mare dall’alga aliena potrebbe, infatti, non solo migliorare lo stato di salute degli ecosistemi marini, ma anche contribuire alla cura di alcune patologie. L’identificazione del meccanismo molecolare mediante il quale i metaboliti dell’alga compromettono la funzionalità cellulare ha portato i ricercatori a proporre un utilizzo di molecole estratte da Caulerpa in campo farmacologico, come coadiuvanti in terapie chemioterapiche. I risultati ottenuti, sebbene preliminari, suggeriscono che un metabolita dell’alga, la caulerpina, potrebbe rivelarsi di particolare interesse nella cura del carcinoma ovarico».