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Bari, la denuncia dei nastrini rossi alla ministra Giannini: 'Cattedre vacanti nel Meridione' (VIDEO)

Sit in di una delegazione di insegnanti davanti all'Università di Bari: 'E' giusto farci ritornare dove abbiamo sempre lavorato'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro Istruzione il 11/11/2016 da Giuseppe Bellino

Una delegazione dei nastrini rossi docenti pugliesi questa mattina ha accolto la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini durante la sua visita a Bari. I docenti si sono presentati all’Università per consegnare una lettera aperta e ribadire la necessità di trovare una soluzione al problema dei trasferimenti.
Sono circa tremila i docenti che hanno stravolto le proprie vite e i propri equilibri personali per prestare servizio nelle scuole del nord e centro Italia. Insegnanti, per la gran parte donne e con un’età media di 45 anni, che per i prossimi anni dovranno fare i conti con affitti, utenze, viaggi e uno stipendio di circa mille e trecento euro.
“Il premier Renzi ha dichiarato che risolverà il nostro problema – ha spiegato Francesca Marsico, insegnante e portavoce del comitato -  Ci auguriamo che questo accada perché siamo tantissimi, tutti docenti provenienti da graduatorie ad esaurimento con tanti anni di esperienza nelle scuole pugliesi, spostati in istituti del Nord”.
“In Puglia – continuano le docenti – ci sono 4  mila posti a disposizione tra organici di fatto e deroghe sul sostegno. Tuttavia 3mila e 200 docenti pugliesi sono stati trasferiti in ambiti scolastici al Nord. Abbiano dimostrato più volte che le cattedre vacanti sono anche presenti qui nel meridione, è giusto farci ritornare dove abbiamo sempre lavorato”.
“Mi sono abilitata nel 2007 – racconta un’insegnante barese ai nostri microfoni - dopo aver svolto per tre anni insegnamento in provincia di Venezia. A quel tempo sapevo di avere poche chance di tornare nella mia regione. Dal 2010 in poi ho sempre lavorato in provincia di Bari, sia sulla mia materia che sul sostegno. Dopo tanta fatica, all’età di 40 anni, ho deciso di fare domanda di assunzione. Ad agosto ho saputo di essere stata assunta in provincia di Modena. Perché devo essere assunta lontano dalla mia terra, se qui hanno ancora bisogno di me? Perché dopo essermi formata qui, ed aver prestato servizio qui per anni, devo abbandonare questa città?”.  Sono queste le domande che le docenti pugliesi hanno girato alla ministra Giannini nella loro lettera aperta.