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‘Un pomeriggio al Munbam’, il museo interattivo dedicato al culto di San Nicola nel mondo

Riflessioni, spunti e curiosità

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 10/05/2019 da Terry Marinuzzi

L'imponente Castello Normanno Svevo di Bari che regna incontrastato  in piazza Federico II, custode severo delle due città (quella medioevale e quella "murattiana") ha da qualche mese un "cuore a misura di bambino"; sorge infatti all'interno di alcune sue sale una mostra permanente intitolata al Culto di San Nicola nel mondo.

E' il Munbam: un vero e proprio Museo interattivo che si offre ai visitatori con mille spunti di riflessione e centinaia di itinerari possibili, un progetto ambizioso della Fondazione Myrabilia curato da Marilena Di Tursi con il coordinamento di Gerardo Draetta e di Andrea Mori.

Sono andata a visitarlo già diverse volte e in differenti “assetti”: con un addetto ai lavori che si occupa di didattica museale, con una coppia di amici stranieri, con le mie figlie ed alcuni loro piccoli amici. In tutti i casi ho fatto un'esperienza davvero singolare che mi ha ricordato un luogo molto simile e che ho amato moltissimo: l'esposizione dedicata ai bambini all'interno del "Tropenaum museum" di Amsterdam (il "museo dei Tropici" vincitore del Children’s museum Award 2012"). Come in diversi musei a vocazione "internazionale" il Munbam si caratterizza per itinerari di lettura strutturati su più livelli: uno rivolto agli adulti con una maggior enfasi sugli aspetti più squisitamente storico-artistici e demo-antropologici, ed uno inevitabilmente pensato per le bambine e per i bambini con una spiccata caratterizzazione ludico-educativa.

Ma qualunque sia la lente con la quale osserviamo l’allestimento offerto (progettato da Antonella Mari) quella che si compie al Munbam è un’esperienza a tutto tondo, dal valore educativo così forte da coinvolgere interamente il visitatore; si è infatti innegabilmente presi dal vortice di un percorso che stimola i cinque sensi, tutti sollecitati allo stesso modo; non è infatti un percorso che privilegia solo la vista ma si apre al tatto, coinvolge il gusto, invita all’interpretazione personalissima, sprona all’invenzione.

  L'avvio del percorso ha già il sapore dell'avventura perché fin dall'accoglienza le ottime guide annunciano ai visitatori quello che è un vero e proprio viaggio attraverso il culto di San Nicola nel mondo: la consegna del passaporto personale è allora un "atto simbolico" che vincola ogni piccolo visitatore alla partecipazione attiva; su questo documento infatti è apposto il timbro che caratterizza ogni sala e che al termine della visita “certifica” il grado di consapevolezza acquisito dal piccolo ospite.

La grande mappa che ci accoglie al Munbam è una finestra sul mondo, un planisfero che trasferisce, plasticamente, quanto davvero il culto del Santo abbia una rilevanza internazionale e proprio il legame con il Nord Europa, con l'Olanda soprattutto è strettissimo, facendo percepire Bari ed Amsterdam davvero vicine.

Ma l’incontro con la figura di San Nicola ha il potere di favorire la scoperta di altri mondi e di altre culture oltre la nostra Europa; nella bacheca al di sotto del grande planisfero infatti sono custodite le brochure di tutti quei Paesi nel mondo in cui il culto di San Nicola è praticato e tuttora fortemente radicato: si passa allora dai Paesi del freddo Nord, all’Asia, all'Est naturalmente, alle Americhe per raggiungere addirittura luoghi esotici dove non avremmo mai immaginato potesse essere arrivata la venerazione per questo straordinario Santo; improvvisamente allora le distanze si accorciano ed ogni viaggio appare possibile.

Sono cinque le straordinarie sale in cui si compone la visita del Munbam, un luogo magico dove si vive in prima persona la storia del Santo, le leggende che avvolgono il suo culto, le tradizioni dei Paesi che lo hanno nei secoli venerato:

"Ti ascolto": lo spazio in cui ascoltare canti e brevi storie;

" Ti mangio": il luogo dove i sapori prendono forma attraverso stampi per pani speziati, biscotti, figure di cioccolato, tazze, ricette natalizie;

"Ti gioco": ovvero la "stanza delle meraviglie: dal gioco dei burattini e delle marionette alle forme popolari delle figurine da collezione, dalle figure in piombo alle statuine in ceramica, legno, cartapesta, oggettistica “pop” e vere e proprie reinvenzioni creative e artistiche;

"Ti scrivo": lo "spazio-seminario" dove poter comporre le proprie lettere e leggere quelle inviate a San Nicola (questa volta "Babbo Natale") da parte dei bambini e dove scovare anche cartoline illustrate, francobolli, foto e riviste originali delle feste dedicate al Santo;

"Ti reinvento": lo "spazio-laboratorio" dove si giunge alla fine del percorso per interpretare il proprio "itinerario" e lasciarsene ispirare per produrre disegni, oggetti, forme.

Quest'ultimo spazio è aperto ai gruppi scolastici, alle famiglie, agli adulti, ai creativi, in quanto luogo in cui è possibile sperimentare molteplici tecniche espressive.

 

Infine, penso che la passeggiata al Munbam dovrebbe davvero non terminare mai perché questo Museo ha il potere di risvegliare le fantasie di ciascuna e ciascuno di noi, di riconnetterci al tempo dell’infanzia, di rimandarci al calore delle fiabe, di fare memoria degli affetti più cari e più preziosi.

 

Questo Museo, curato in ogni minimo dettaglio (con il contributo di numerosi partners istituzionali fra cui: Polo museale della Puglia, Unione Europea, Assessorato regionale al Turismo ed il patrocinio dell'Assessorato alle Culture del Comune di Bari, la Basilica di San Nicola, la Saint Nicholas society e numerose associazioni di volontariato) dall’allestimento così elegante e nello stesso tempo accogliente, è davvero molto di più di un’esposizione permanente: rappresenta, a nostro parere, un vero e proprio “Presidio di Civiltà” in cui il diritto all’infanzia, alla conoscenza, alla Bellezza viene ricordato ad ogni passo, promosso, celebrato.

 

E’ stato indimenticabile l’ultimo mio pomeriggio al Munbam; in una fredda Domenica di Aprile mi sono lasciata incantare da quel grande carillon al centro della sala più bella attraverso il quale ho potuto contemplare il sorriso delle mie figlie e quello degli altri bambini presenti, la bellezza del nostro Castello, la luce del nostro cielo.

 

Non ho scritto la mia lettera al Santo di tutte le genti perché so che Nicola ha pregato anche per me, facendomi rimanere in un certo senso una bambina e regalandomi davvero tutto.