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Puglia, boom di imprese creative: 'Crescono più del doppio rispetto alla media nazionale'

Arte, design e bellezza sono sempre più veicoli di competitività per le imprese e volano per la crescita e lo sviluppo dei territori, oltre che fonte di occupazione di giovani, donne e laureati

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 10/05/2019 da Redazione

"Le imprese creative pugliesi crescono più del doppio della media nazionale". È uno dei dati più interessanti del nuovo rapporto "We Are Creative in Puglia – I numeri e il rapporto sulle imprese culturali e creative in Puglia", che è stato presentato all'Officina degli Esordi, il laboratorio urbano della città di Bari.

We Are Creative in Puglia – I numeri e il rapporto sulle imprese culturali e creative in Puglia è la terza edizione della ricerca dedicata all'economia della cultura e della creatività in Puglia promossa dal Distretto Produttivo Puglia Creativa e realizzata dallaFondazione Symbola.

Il report contiene, in cifre, il posizionamento dell'economia culturale e creativa pugliese, raccontandone peculiarità e debolezze. Arte, design e bellezza sono sempre più veicoli di competitività per le imprese e volano per la crescita e lo sviluppo dei territori, oltre che fonte di occupazione di giovani, donne e laureati.

Il comparto dell'industria creativa italiana presenta un trend di sviluppo molto interessante. E lo è ancora di più se si guarda alla Puglia. Questa è la dimostrazione di come cultura e creatività rappresentino insieme un settore strategico della nostra regione, con una forte occupabilità. Analizzando il numero dei lavoratori nelle imprese creative, si calcolano circa sessantamila dipendenti, per la maggior parte a tempo indeterminato e con una retribuzione del 15% superiore alla media pugliese. Siamo un settore in forte espansione, ma abbiamo la necessità di favorire la cooperazione tra le parti sociali e le politiche di sviluppo. La nostra è una Regione forte nella produzione agricola ma debole nei processi di trasformazione e comunicazione delle attività fonte di ricchezza per il nostro territorio. Per questo come Distretto Creativo stiamo cercando di rilanciare l'economia regionale, introducendo in essa cultura e creatività tramite l'applicazione di nuove tecnologie al ciclo di produzione tradizionale.

In questo modo andiamo a favorire la crescita di un nuovo sistema industriale 4.0 anche grazie al dialogo che stiamo instaurando con tutte le parti sociali coinvolte nel processo e che oggi sono qui presenti per trovare insieme la strada di sviluppo economico più efficace, ha dichiarato Vincenzo Bellini, presidente del Distretto Produttivo Puglia Creativa. In questo quadro generale, che lascia ben sperare in una crescita ancora più alta nei prossimi anni, Bari è leader a livello nazionale: quinta nella classifica delle province italiane nel settore comunicazione e branding, ottava nelle performing art, seguita a ruota da Taranto al 10° posto.

Nel 2017 il valore aggiunto della filiera del sistema produttivo culturale e creativo incide, in Puglia, per il 4,2% del totale della ricchezza complessivamente prodotta a livello regionale; 1,8 punti percentuali in meno della media nazionale. Una quota che sale di un decimo di punto (4,3%) se si analizza il dato sull'occupazione (2.756 addetti).

I dati mostrano un mosaico territoriale variegato. Bari, capoluogo traina il risultato pugliese, contribuendo alla produzione di quasi la metà del valore aggiunto creativo e culturale della regione (5,3% di valore aggiunto e occupazione provinciale).

Al contrario, il risultato peggiore è associato alla provincia di Foggia 3,2% dell'intera ricchezza locale; leggermente migliore è l'incidenza dell'occupazione, pari al 3,5%. Ma il dato più evidente è che il ritardo strutturale del Sistema Produttivo Culturale e Creativo pugliese appare sensibilmente ridotto rispetto a quello degli anni scorsi. Rispetto al 2011, infatti, il valore aggiunto della filiera pugliese registra un incremento medio annuo pari all'1,5%, più che doppio rispetto a quello nazionale. Tra le province, le dinamiche più accentuate riguardano Bari (+2,1%) e Brindisi (+1,9%). Va male Taranto, unica in territorio negativo (-0,1%). Analoghe considerazioni valgono per quel che riguarda l'andamento occupazionale: il ritmo medio annuo di crescita è stimato nell'ordine del +1,0%, sei decimi in più di quanto registrato dall'intera penisola (+0,4%). A trainare il dato pugliese hanno contribuito soprattutto le performance delle province di Brindisi (+1,3%) e di Bari (+1,4%). Anche in questo caso, però, la provincia di Taranto registra una contrazione media annua, stimabile nel -0,3%.

La tendenza di medio periodo appare rafforzata dai dati riferiti all'ultimo anno. In un solo anno (tra il 2016 ed il 2017), infatti, il valore aggiunto prodotto dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo pugliese è cresciuto di 4 punti percentuali, il doppio di quanto registrato a livello nazionale (+2,0%). Tale andamento è sostenuto in particolar modo da Taranto (+4,6%) e da Lecce (+4,3%), anche se tutte le province della regione si collocano su un ritmo di crescita superiore a quello italiano. Stesso dicasi per l'andamento della forza lavoro impiegata. Il numero di occupati culturali e creativi registra un incremento del +3,7%, rispetto al +1,6% evidenziato per l'intero Paese. La dinamica è trainata in particolar modo dalla provincia di Bari (+4,1%) e da quella di Taranto (+4,0%), in netta ripresa rispetto all'andamento registrato negli anni precedenti.