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Ex Ilva, Emiliano: 'Avrei chiuso la fabbrica investendo decine di miliardi per la sua reindustrializzazione'

Il presidente della Regione Puglia sulla notizia della cassa integrazione annunciata da Mittal: 'Questo è un dramma, una beffa, una presa in giro'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 09/06/2019 da Redazione

“La Regione Puglia aveva più volte detto che l’acquisto dell’ex Ilva da parte di ArcelorMittal rischiava di essere una semplice acquisizione di quote e non invece un acquisto strategico che consentisse a lavoro e alla salute di essere conciliate. Ed era questa la ragione per la quale abbiamo sempre guardato con grande sospetto al più grande produttore d’acciaio europeo che ovviamente con l’acquisizione della fabbrica di Taranto non conseguiva un risultato strategico ma solo commerciale, cioè solo di acquisire le commesse”. Lo ha dichiarato a Taranto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nel corso di una conferenza stampa sulle vicende dell’ex Ilva.

Emiliano ha aggiunto: avevo messo il Governo in carica nella condizione di prendere una decisione, io sarei stato a disposizione e averi supportato la scelta di chiuderla (la fabbrica, ndr) con un investimento di decine di miliardi per la sua reindustrializzazione”.

“Abbiamo comunque collaborato - ha aggiunto - nel limite del possibile e solo pochi giorni fa avevo incontrato Matthieu Jehle che aveva presentato il piano di riambientalizzazione della fabbrica e non mi aveva minimamente fatto cenno a questa situazione di esuberi temporanei. E’ incredibile che questi esuberi ammontino addirittura a 1400 lavoratori. Questo è un dramma, una beffa, una presa in giro. Il fatto che il governo ancora non abbia preso una posizione netta contro questa proposta della cassa integrazione mi fa pensare che gli unici a preoccuparsi della salute dei cittadini prima di tutto e poi del lavoro siamo noi pugliesi”.

Secondo Emiliano, “a Roma tutto assume una dimensione diversa e sembra, onestamente, una specie di beffa quella di dover gestire dati epidemiologici ancora pesantissimi dal punto di vista della salute e perdere anche i posti di lavoro. Perchè non vale più neanche il ricatto occupazionale a giustificare quello che il governo e l’acquirente dell’Ilva stanno combinando. E parliamo del governo che si è definito del cambiamento e che a Taranto ha avuto un risultato straordinario, quasi il 50% dei voti, credo esclusivamente per ragioni ambientali, perchè prometteva la tutela dell’ambiente e della salute”.



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