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Bari, il comune incontra le famiglie che accoglieranno i minori stranieri non accompagnati

Sono 18 i nuclei familiari che hanno già dichiarato la propria disponibilità a vivere questa esperienza

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 08/11/2018 da Redazione

Si è svolto questo pomeriggio presso la sede dell’assessorato al Welfare, in piazza Chiurlia, il primo appuntamento del progetto “Famiglie senza confini” per l’avvio di esperienze di accoglienza presso famiglie, coppie o persone singole, di minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni.

Si tratta di un’iniziativa sperimentale promossa dall’assessorato comunale al Welfare e affidata alla cooperativa Gea, che gestirà il servizio per conto del Comune con un’equipe composta da 6 psicologi, 2 assistenti sociali e 1 educatore. I minori stranieri non accompagnati attualmente ospiti delle strutture di accoglienza convenzionate con il Comune di Bari sono 225.

All’incontro odierno, che rappresenta un momento fondamentale per verificare le motivazioni dei partecipanti, hanno partecipato le 18 famiglie, due dei quali residenti in Lazio e Toscana, che hanno già dichiarato la propria disponibilità a vivere questa esperienza.

“Oggi - commenta l’assessora al Welfare Francesca Bottalico - avviamo il percorso di accompagnamento per quanti, condividendo l’obiettivo di questo progetto, si sono resi disponibili ad aprire la propria casa a ragazzi stranieri non accompagnati per consentire loro di vivere una dimensione familiare e di poter avere un sostegno educativo. Sono famiglie e singole persone che, come noi, pensano che questi minori costretti a lasciare troppo presto le loro famiglie e le loro case, abbiano diritto alla possibilità di crescere in un contesto affettivo e, in questo modo, di guardare al futuro con maggiore serenità. A questo primo incontro ne seguiranno altri, necessari per favorire gli abbinamenti tra famiglie e minori e per individuare un percorso personalizzato per ciascuno di loro. Con l’equipe di progetto saremo al fianco delle famiglie affidatarie in tutte le fasi di questa esperienza, consapevoli che possano presentarsi anche momenti di difficoltà per entrambe le parti. Si tratta di un progettualità molto flessibile, che potremo modificare  in corsa laddove sia necessario. Con l’avvio di Famiglie senza confini vogliamo creare un patto educativo, sociale e fortemente culturale che non riguardi solo le famiglie e i ragazzi migranti ma che coinvolga anche le istituzioni e l’intera società”.



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