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Università, crollo delle immatricolazioni: persi 40mila studenti, -26% al Sud

E' quanto emerge dal Rapporti Almalaurea sul profilo e la condizione dei laureati.

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 07/06/2019 da Redazione

Quarantamila studenti in meno in quindici anni. Le università italiane sono sempre meno frequentate: è quanto emerge dai Rapporti Almalaurea sul profilo e la condizione dei laureati. Il dato riguarda il periodo che va dal 2003/2004 al 2017/2018. Il calo delle immatricolazioni risulta più accentuato al Sud (-26,0%), tra i diplomati tecnici e professionali e tra coloro che provengono dai contesti familiari meno favoriti, con evidenti rischi di polarizzazione.

Immatricolazioni però che tornano ad aumentare con un + 9,3% nel 2017-2018 rispetto al 2013-2014. Sempre secondo il sondaggio, il 5,7% dei laureati italiani di secondo livello, soprattutto a causa delle difficoltà del mercato del lavoro dovuto alla crisi economica, è andato a lavorare all'estero e il numero tende a crescere.

Secondo l’indagine, circa la metà dei laureati è disposta a trasferirsi all'estero per lavoro e un terzo in un altro continente. Tra le note positive c’è il miglioramento del tasso di occupazione e le retribuzioni dei neolaureati: il tasso di occupazione è pari, a un anno dal conseguimento del titolo, al 72,1% tra i laureati di primo livello e al 69,4% tra i laureati di secondo livello del 2017. La retribuzione mensile netta a un anno dal titolo è nel 2018, in media, pari a 1.169 euro per i laureati di primo livello e 1.232 euro per i laureati di secondo livello.



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