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Giornata internazionale della Donna, Fumarola (Cisl): 'Dati Svimez allarmanti. Troppe discriminazioni sul lavoro'

La segretaria generale della Cisl Puglia: 'Bisogna operare su interventi di ordine legislativo, contrattuale e culturale'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 07/03/2019 da Redazione

“Sono preoccupanti e allarmanti le considerazioni della Svimez sulla ‘questione femminile’ e per questo la Giornata internazionale della Donna impone riflessioni che vanno oltre l’8 marzo ma che dovrebbero vederci impegnati 365 giorni all’anno, ogni anno, dato che l’universo femminile al Sud, che percepisce reddito e contribuisce alle entrate familiari, si assottiglia sempre di più”. Così Daniela Fumarola, Segretaria generale della Cisl Puglia, interviene nella giorno della Festa della Donna. “La differenza salariale, il tasso d’occupazione femminile tra i più bassi in Europa e il netto divario con le Regioni del nord Italia rispetto all’utilizzo di professionalità femminili al Sud ci devono far riflettere sui motivi per cui nelle regioni europee dove le donne hanno le stesse opportunità dei colleghi uomini, l’economia vada meglio che alle latitudini italiane. Lo studio della Svimez sulla condizione femminile al Sud – aggiunge la sindacalista – ci dice che in Puglia il tasso di occupazione delle donne si attesta intorno al 30%, di circa 35 punti inferiori della media europea. Poche donne occupate al Sud, 2,283 milioni su 9,760 milioni in Italia che svolgono, prevalentemente mansioni dequalificate. La Cisl – osserva Fumarola – che invece sta puntando tanto sul lavoro femminile, ritiene che vada combattuta l’evidente differenza di genere con politiche di parità che combattano la discriminazione salariale, in Italia le donne guadagnano il 30% in meno degli uomini, e con riconoscimenti contributivi per le donne con figli. Per questo servono investimenti mirati al lavoro femminile. Si tratta di operare, secondo la Cisl, su interventi di ordine legislativo, contrattuale e culturale. Ma soprattutto di sostenere forme di conciliazione vita-lavoro, inasprire le sanzioni per le discriminazioni, valorizzare il welfare degli enti locali orientato alla famiglia, con dotazioni finanziarie ad hoc, e di organizzazione del lavoro flessibile. Altrimenti – conclude Fumarola – ci ritroveremo il prossimo 8 marzo a chiederci cosa non funziona nel campo dei diritti femminili”.



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