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Bari, 'Diecimila vele contro la violenza sulle donne': manifestazione in acqua il prossimo 4 luglio

L'evento è organizzato dall'associazione 'Amici della vela Puglia' in collaborazione con 'Giraffa Onlus'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 06/04/2021 da Redazione

Il mondo della Vela, nelle sue incredibili varianti e peculiarità, ha imparato da tempo a considerare la parità di genere come un fatto assodato.

 

Per questo, in vista dell’evento programmato per domenica 4 luglio, le associazioni “Amici della vela Puglia” e “Giraffa Onlus” invitiano tutti coloro i quali potranno avere o procurarsi una barca ad uscire nelle acque antistanti la Città di Bari issando un lungo nastro rosso sui loro alberi quale segno distintivo e di appartenenza a questa grande, speriamo enorme, flotta solidale.

 

“È un cambio di rotta deciso che dobbiamo fare – si legge nella nota-invito delle associazioni -. Tutti insieme, donne e uomini, senza schieramenti di parte, pregiudizi o pensieri che dividano. Al contrario, come in un buon equipaggio i singoli individui, ognuno con le proprie caratteristiche, lavorano all’unisono per il raggiungimento di un risultato comune.  Insieme proviamo a stendere un simbolico, lunghissimo nastro rosso lungo tutti gli 8000 chilometri di coste e laghi del nostro Paese.

Per l’Associazione Amici della Vela Puglia è soltanto l’inizio di un percorso che ci vede aderire a questo evento nazionale, al quale arriveremo organizzando seminari e/o webinar per presentare l’APS Giraffa Onlus, spiegare il funzionamento del centro antiviolenza (C.A.V.) dedicato a Paola Labriola, psichiatra uccisa sul proprio posto di lavoro, spiegare come riconoscere le varie declinazioni delle violenze maschili agite ai danni delle donne, e l’importanza dell’utilizzo del linguaggio di genere.

Il tutto ha un solo obiettivo: il raggiungimento della parità anche attraverso il contrasto alle discriminazioni e stereotipi, humus ove nasce e vive la violenza di genere. 

Questa magnifica iniziativa di 10.000 vele non deve rimanere fine a sé stessa, ma dovrà rappresentare un primo avvicinamento tra un mondo che può dare tanto, quello della vela, e un mondo al quale è stato tolto tanto se non tutto, quello delle vittime di violenza”. 

 



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