Domenica, 14 Agosto 2022 - Ore
Buone notizie dalla Puglia

Pomodoro, intesa sul prezzo per il Centro Sud. Cia Capitanata “Un buon accordo”

Tredici centesimi al chilo per il tondo, 14 per il lungo, surplus del 30% per il biologico. Ma sulla campagna pesano le incognite del maltempo in arrivo e di un possibile stop dei tir

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 05/07/2022 da Redazione

“Anche se con notevole ritardo, è stato finalmente raggiunto l’accordo sul prezzo del pomodoro da industria al Centro-Sud: ai produttori saranno accordati 13 centesimi al chilo per il tondo, 14 centesimi al chilo per il lungo, e una maggiorazione pari al 30% per il biologico. L’intesa è positiva e siamo soddisfatti soprattutto perché sia il nostro lavoro come organizzazione sindacale degli agricoltori sia quello delle Organizzazioni di Produttori hanno portato a un accordo che sembrava irraggiungibile”. E’ Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata, a commentare il raggiungimento dell’intesa sul prezzo del pomodoro da industria. “Sul livello dei prezzi riconosciuti ai produttori”, ha aggiunto Miano, “ha influito l’eccellente qualità che i primi raccolti in provincia di Foggia stanno evidenziando. Ora, però, sulla campagna del pomodoro ci sono due grandi incognite: la prima riguarda le previsioni meteo che non promettono nulla di buono tra giovedì sera e la giornata di venerdì 8 luglio, temiamo che eventi climatici estremi possano arrecare seri danni; la seconda è il paventato stop degli autotrasportatori che metterebbe a rischio raccolta e consegna di un prodotto, come tutti sanno, altamente deperibile”.

Proprio CIA Agricoltori Capitanata, già a partire dall’inizio del 2022, aveva lavorato a lungo sulla ricerca di un’intesa soddisfacente ed equa per i produttori.

Un traguardo che sembrava a portata di mano a fine maggio, ma poi non si riuscì a trovare la quadra.

“Il mondo agricolo si è compattato. E non è inutile ricordare”, ha dichiarato Miano, “quanto sia stato utile e determinante per certi versi lo studio elaborato da CIA Capitanata sui costi per ettaro di produzione e raccolta del pomodoro”.

La O.I, Organizzazione Interprofessionale del Centro Sud Italia, associa i soggetti economici della filiera del pomodoro nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Sardegna, Sicilia e Umbria, con ripartizione paritaria dei voti fra la componente di produzione agricola e quella di trasformazione. In quest’area, ogni anno, sono coltivati circa 30mila ettari di pomodoro da industria (17mila dei quali nel Foggiano), con il coinvolgimento di 24 Op (Organizzazioni di Produttori) e 49 imprese di trasformazione per la lavorazione di circa 2,96 milioni di tonnellate di pomodoro (dati 2021).

IL RUOLO DELLA CAPITANATA. Nel sistema produttivo del pomodoro da industria, Foggia e la sua intera provincia rivestono un ruolo centrale, soprattutto per ciò che riguarda i numeri e la qualità espressi dalle aziende agricole che investono in quello che, un tempo, era definito “oro rosso”.

In tutta la Puglia, con la provincia di Foggia a farla da padrona, lo scorso anno furono coltivati a pomodoro 17.170 ettari, per una produzione totale raccolta pari a 14.782.950 quintali. Da sola, la nostra regione rappresenta oltre il 50% della superficie coltivata a pomodoro in tutto il Sud e circa il 70% del raccolto di tutto il Mezzogiorno. In provincia di Foggia, zona di massima produzione in Italia, la situazione è diversificata rispetto alle rese: si va dagli 800 ai 1200 quintali raccolti per ogni ettaro. I pomodori pugliesi hanno specificità qualitative che li rendono unici per proprietà nutritive e richiesta sul mercato, di qui la necessità di garantire agli agricoltori una redditività all’altezza del loro impegno e del loro prodotto.



loading...