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Trattrici, 'focus' sul mercato pugliese: 'Commercio in calo, Agrilevante stimolo per i paesi del Mediterraneo'

Pubblicato in Sviluppo e Lavoro il 05/03/2019 da Redazione

Il mercato italiano delle trattrici segna nel 2018 un calo del 18,8%, a fronte di 18.442 unità immatricolate. Le vendite in Puglia segnano anch’esse un calo, sia pure inferiore rispetto alla media nazionale, con un passivo del 12,5%, in ragione di 1.525 unità immatricolate. Il calo registrato in Italia e nella Regione Puglia - ha spiegato questa mattina a Bari il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti, nel corso della conferenza stampa di presentazione di Agrilevante - compensa la crescita anomala avutasi nel 2017, anno nel quale le case costruttrici hanno effettuato politiche di marketing aggressive e immatricolazioni anticipate per sbloccare le macchine in giacenza prima dell’entrata in vigore delle nuove norme europee per l’omologazione dei mezzi agricoli. Se si esclude dunque il picco del 2017, e si effettua il confronto con gli anni precedenti, emerge come le immatricolazioni di trattrici in Puglia siano cresciute nel 2018 del 18% rispetto al 2016, migliorando i livelli di vendita anche degli anni 2015 e 2014, a dimostrazione di una ripresa a livello regionale della domanda di meccanizzazione. Il rischio sottolineato dai costruttori è che le imprese agricole, in mancanza di risorse sufficienti per l’acquisto di mezzi nuovi, possano continuare a rivolgersi al mercato dell’usato, come evidenziato dai dati FederUnacoma sui passaggi di proprietà, che rivelano nel 2018 una compravendita di circa 2.800 trattrici usate sul territorio pugliese, pari a quasi il doppio di quelle acquistate nuove di fabbrica. L’immissione di trattrici usate – è stato ribadito in conferenza stampa – non migliora la dotazione tecnologica della Regione, e determina solo l’incremento di un parco macchine che risulta già vasto e vecchio (139 mila unità censite, con una età spesso superiore ai trent’anni). L’agricoltura italiana deve puntare ad un rinnovo del parco (anche mediante un maggiore utilizzo dei contributi pubblici come Psr, Inail, Legge Sabatini) così come l’intera area mediterranea, che ha nella rassegna di Agrilevante il suo evento di riferimento. Nel descrivere le prospettive di sviluppo dell’agricoltura e quindi della meccanizzazione agricola nel bacino mediterraneo, il presidente Malavolti ha segnalato i trend positivi di Paesi come il Marocco, l’Egitto e la Tunisia, che, dopo la crisi economica del 2008 e dopo le turbolenze della Primavera Araba nel 2010, tornano ad investire nella meccanizzazione. Si tratta di Paesi che nel 2018 hanno importato macchinario agricolo per un valore rispettivamente di 109, 110 e 50 milioni di euro, ancora lontani dai 486 milioni di euro delle importazioni in Turchia, Paese che nell’area mediterranea esprime la più alta domanda di meccanizzazione pur avendo fronteggiato lo scorso anno una forte svalutazione della moneta che ha scoraggiato gli acquisti dall’estero. La Turchia, presente ad Agrilevante con espositori ed operatori economici, resta un Paese strategico per la meccanica agricola, così come strategico appare l’Iran, Paese che, una volta superate le difficoltà legate alle sanzioni economiche, potrebbe esprimere una domanda di meccanizzazione agricola molto importante, proficua anche per le aziende italiane.



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